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San Fele polo socio-sanitario San giustinoSan Fele, 2013-09-18 – A San Fele da alcuni mesi è attivo il Polo Socio Comunitario “San Giustino”. Il Polo  nasce da un progetto della Caritas diocasana realizzato in collaborazione con la Parrocchia e l’amministrazione Comunale. Come definisce Papa Francesco la missione della Caritas “parte essenziale della Chiesa” ed inoltre “Istituzione dell’amore della Chiesa” mettendo in ampio risalto il lavoro svolto da questo organismo caritativo e la sua importante azione soprattutto in questo momento di congiuntura economica, anche a San Fele attraverso le attività avviate dal mese di gennaio si è cercato di contribuire a questa importante azione della Chiesa. Il Comune di San Fele è molto vasto, un terzo della popolazione  residente vive in case sparse sul territorio, si percepiva forte la mancanza di un luogo dove la comunità si potesse incontrare,  ritrovarsi, per portare avanti  iniziative come corsi di formazione, prevenzione e informazione, attività ludiche per bambini, laboratori per anziani e per diversamente abili.

Il nucleo centrale delle attività riguardano le attività di laboratorio per bambini, anziani e diversamente abili, a questi si sono aggiunti il corso di lingua inglese, il corso di informatica, il corsi di ginnastica dolce e yoga, il corsi di lingua italiana per stranieri, il corso di ricamo e cucito  e varie altre attività e iniziative nate in collaborazione con altre associazioni presenti sul territorio che hanno come obiettivo la socializzazione , l’integrazione, la formazione e la prevenzione.Il responsabile del progetto Roberto Russo riferisce: “ la buona riuscita delle attività del Polo è frutto di un lavoro ben avviato dalle animatrici della Caritas diocesana che per alcuni mesi si sono dedicate personalmente all’avvio dei vari laboratori, questo efficiente gruppo di lavoro è coordinato e guidato dal dott. Giuseppe Grieco responsabile della Caritas diocesana, dalla collaborazione del parrocchia di San Fele ed in particolare dal parroco Francesco Consiglio, grazie alla disponibilità del Comune di San Fele che ha messo a disposizione del progetto una comoda e spaziosa struttura, in particolare all’assistente sociale Lucia Pasquarelli che ha indirizzato alle attività del Polo l’utenza che più ne aveva bisogno e che ben si è prodigata per il coinvolgimento di circa una decina di amici del Polo provenienti dalla comunità di Cecci frazione di San Fele.

Il laboratorio per  i bambini ha visto impegnati i bambini di San Fele in attività di gioco e svago ma anche in importanti momenti di riflessione sul tema della salvaguardia dell’ambiente, nel mese di giugno per loro è stata organizzata l’estate ragazzi, inoltre giornate di uscita che li portati a visitare su proposta del servizio sociale il paese di Ripandida, hanno vissuto una giornata  in piscina a Venosa, attualmente parte di essi sono impegnati partecipando al corso pomeridiano di sostegno scolastico che per i più bravi e occasione di ripasso per affrontare con entusiasmo il nuovo anno scolastico appena iniziato.

Il laboratorio dell’esperienza ha cercato di coinvolgere i nonni della comunità sanfelese, i quali si sono ritrovati ed insieme hanno cercato di raccontare la loro esperienza attraverso il disegno, lavori di decupage, il canto, momenti di festa, per loro non sono mancati importanti momenti di riflessione sul tema delle difficoltà della terza, portati avanti in collaborazione con il servizio sociale del Comune. Il laboratorio dell’arcobaleno è stato chiamato così ci dice il responsabile del progetto, Roberto Russo, perché come i vari colori dell’iride formano un unico e straordinario spettacolo di luce così alcuni amici del Polo hanno offerto le loro diverse abilità per realizzare dei bellissimi lavori, con loro si è riscoperto la gioia di ritrovarsi insieme attraverso il canto”. Per rendere più visibili le attività del laboratorio usando i moderni strumenti di comunicazione sociale è stata aperta per il Polo un profilo facebook, dove vengono pubblicati gli avvisi relativi alle diverse attività e vengono inoltre pubblicate le foto relative alle attività che di volta in volta si svolgono.

L’invito che il Polo rivolge a tutti è quello di rendersi disponibili anche per una solo ora la settimana per condividere con altri una propria abilità, attitudine o con la sola presenza garantire la compagnia a chi partecipa alle attività, uscendo dall’isolamento di una comunità che non offre luoghi di incontro per riscoprire il gusto della e la gioia della condivisione.I laboratori del Polo saranno nelle prossime settimane impegnate in particolare per preparare una drammatizzazione della nascita, del battesimo e del primo discorso agli etiopi di San Giustino illustre concittadini sanfelese, tutto su suggerimento e indicazione del parroco, sarà organizzata una  rappresentazione che si svolgerà il 9 ottobre, giorno in cui si fa memoria della natività di San Giustino, in chiesa Madre subito dopo la celebrazione eucaristica delle ore 18. Il Polo ha già vissuto importanti momenti di festa e riflessione il 23 giugno con la presenza del vescovo mons. Gianfranco Todisco dove i bambini, gli amici del laboratorio arcobaleno e del laboratorio dell’esperienza hanno offerto all’ampia platea convenuta uno straordinario spettacolo grazie anche alla capacità di improvvisazione dei bambini,  intitolato “il bruco e la farfalla”, la sera del 4 agosto sempre nel piazzale del Polo dove sono stati allestiti stand gastronomici di prodotti tipici e dei lavori realizzati dai vari laboratori nel periodo estivo, si è tenuta una recita con canti della tradizione dialettale sanfelese coinvolgendo anche in questa occasione i bambini , gli amici del laboratorio arcobaleno e del laboratorio dell’esperienza, la comunità accorsa numerosa anche grazie alla presenza di concittadini emigrati provenienti dall’estero presenti a San Fele durante il periodo estivo.

Da agosto presso il Polo della Caritas di San Fele è attiva una raccolta viveri e indumenti per i confratelli extracomunitari impegnati nella raccolta del pomodoro a Boreano,  la comunità ha risposto con grande generosità. “L’augurio conclude il responsabile del progetto,l dr. Roberto Russo- è quello che realtà del genere possano essere non solo delle parentesi, ma realtà che possano offrire  permanentemente un’attività di servizio nella e per la comunità grazie al supporto di tutti, istituzioni civili, ecclesiastiche e dell’intera comunità cittadina”.

Lorenzo Zolfo