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San Fele – La Basilicata premia la Campania. Un modello per il mezzogiorno di sostenibilità nell’intreccio tutto slow tra arte e cibo. Un ponte culturale tra le aree interne del Vulture e dell’entroterra campano. Protagonisti l’artista di Buonalbergo Giuseppe Leone che il famoso chef Pietro Parisi, che da EXPO Milano 2015 arrivano, all’ultimo giorno di chiusura dell’Esposizione Universale, a San Fele (piccolo centro del Vulture) per promozionare la Campania e le attività legate alla promozione del territorio attraverso la propria opera, esposta a giugno scorso nello spazio istituzionale la Piazzetta di Padiglione Italia nell’ambito delle iniziative del ventennale del premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di EXPO Padiglione Italia.

San Fele panorama
San Fele panorama

Sabato 31 Ottobre, alle ore 18.30, in occasione della chiusura di EXPO MILANO 2015, il Comune di San Fele premierà questa speciale opera a quattro mani “Expo” dell’artista sannita e dello chef del local zero, in un evento organizzato e diretto da Mario Esposito. A consegnare il riconoscimento sarà il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata Piero Lacorazza. L’incontro – dibattito si terrà , in concomitanza con l’evento Saperi e Sapori, nella Sala Consiliare del Municipio,dove l’opera rimarrà in esposizione come suggello di quello che è il profondo legame tra arte, cibo e territorialità. Il trittico si compone di tre tele scultoree in cui l’elemento principe, elemento che da evocazione diventa materia e struttura, è il cibo. O meglio il buon cibo: il grano,pane, la pasta, l’olio, la profumatissima salsa delle nostre terre. E’ qui, infatti, che si promuove e sottolinea la filosofia dello slow food, del prodotto di qualità da consumare lentamente, così come lentamente va consumato quel concetto di arte che, lontana dal vivere fast, si prende i suoi tempi.

“Nelle mie opere ho voluto raccontare la Campania tutta, quella ricoperta di grano dell’entroterra sannita, quella mediterranea degli ulivi da cui sgorga olio, come oro, e ancora quella vesuviana del pomodoro. La mia è una ricerca attenta che mira alla riscoperta delle nostre più profonde radici e le nostre radici non possono che affondare nella terra, in una cultura contadina. Tutto nasce dalla conoscenza del materiale, in arte come in cucina. Non si può costruire qualcosa di buono se alla base non c’è l’elemento buono, l’elemento che conosci e senti tuo”, commenta Leone mentre affida le proprie tele-scultura alle sapienti mani dello chef Parisi. La tela centrale, con il Pulcinella incoronato da una ghirlanda di pasta prima e una cornice barocca poi, è stata inondata dalla mano esperta di Parisi con un sugo sapientemente preparato che, come lava vesuviana, inonda la maschera partenopea.

Pulcinella, personaggio non a caso ingordo e cristallizzato nel tentativo continuo di riempirsi la pancia, morirà per ingordigia. Si gioca insomma sul rapporto tra arte e tavola così come sul legame con le radici e la terra. Non a caso lo chef di Palma Campania promuove con fermezza il prodotto locale, a chilometro zero, affermando che ” nelle mani giuste la pasta non sarà solo pasta così come il pomodoro non sarà solo pomodoro. Il prodotto meridionale è un elemento di eccellenza e pertanto non va mascherato, ma, al contrario messo a nudo”.

E’ questo che fanno Leone e Parisi: tornano alle origini di un passato che non possiamo non celebrare e preservare. Ed e’ per questo che il sindaco Donato Sperduto ha voluto donare un riconoscimento speciale allo chef vesuviano e all’artista buonalberghese, sottolineando in questo modo come il Comune di San Fele abbia intenzione di abbracciare la coesione tra una produzione strettamente locale e l’elaborazione di un’arte site specific. Ed ecco che tra le vie del borgo, tra le case antiche e il profumo delle caldarroste, si sviluppa il progetto Arte tra Saperi e Sapori – Slow Art & Food. Otto artisti esporranno le loro opere, spaziando nella molteplicità di quei linguaggi comunicativi capaci di cogliere la trasversalità dell’arte. Si tratta di opere in divenire, pensate e ideate per le cantine, i vicoli, le tradizioni del luogo che le ospita.

Fotografie, istallazioni, video art, sculture, performance e dipinti che rielaborano le varie tematiche che la manifestazione evoca. Rossella Di Micco, Maria Raffaella Scalfati, Mariano Goglia, Brisa, Elena Luppino, Antonio Magnotta, Valentina Monda, Lishou Xu e Xiaogin Ma si confrontano con il territorio per cogliere gli aspetti più sensibili che attraversano i grandi temi della natura, della memoria, della potenza del paesaggio, declinandoli secondo espressività, talvolta leggera, altre volte profondamente concettuale o ancora mistica o trasposta fino al limite di un raffinatissimo kitsch.L’iniziativa è promossa con il finanziamento della regione Basilicata in attuazione del FESR 2007-2013.