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San Fele Le cascate
San Fele Le cascate

San Fele, 2013-10-12 – Continuano anche in quest’autunno le attività e le escursioni alle cascate di San Fele. Per domenica 13 ottobre ore 9,30 è previsto escursione gruppo Lions Club Basilicata .Domenica 20 ottobre ci sarà escursione gruppo Cassano Murge e per sabato 26 e domenica 27 ottobre raduno dei torrentisti . Dall’inizio dell’anno oltre 15.000 persone hanno visitato le cascate di San Fele . Migliaia di visitatori di tutte le età con famiglie al seguito hanno invaso il territorio di San Fele.Molti di loro provenivano dalle regioni limitrofe ( Puglia e Campania in testa),dal resto d’Italia e molti anche dall’estero, con evidenti benefici per le strutture ricettive locali. Tutto questo è sstato possibile grazie al lavoro volontario dei soci dell’associazione U uattenniere, che ha reso possibile la valorizzazione del torrente Bradano e delle sue cascate e senza alcun spreco di risorse pubbliche.

Molto rimane da fare ,ma pensiamo che con l’intervento finanziario concesso ormai da novembre 2012 dalla Regione Basilicata pari a 140.000 euro e che ad oggi è inutilizzato, sarà possibile (speriamo in tempi brevi) di rendere l’area più agibile ,attraverso opere quali la sentieristica necessaria e le dovute opere di messa in sicurezza dei tracciati, oltre che l’acquisizione delle aree private adiacenti al torrente Bradano San Fele

Le cascate di San Fele:

Il torrente Bradano scorga dall’appennino Lucano, in località Matise di San Fele, in provincia di Potenza,per confluire nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto. Attraversando il territorio del comune di San Fele, il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota che danno origine alle naturali e suggestive cascate di San Fele.

Le cascate prendono il nome “ U uattenniere ”, la trasposizione dialettale di

“ Gualchiera”: macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. Sfruttando la forza dell’acqua, una grande ruota azionata trasmetteva il movimento ad un cilindro orizzontale nel quale erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni. Questi terminavano con pesanti magli ( o folloni) che, entrando e uscendo da una vasca ( dove sul fondo venivano posti tessuti), servivano a gualcare la lana; le proprietà feltranti del panno venivano così rese più compatte e meno ruvide. La Gualchiera di San Fele è rimasta in uso fino agli anni 40 del secolo scorso.

La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi molini ( oltre 20 ), i cui resti ( così come quelli della Gualchiera) testimoniano l’ingegno e la dedizione al lavoro dei Sanfelesi.

Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari dell’Associazione, costituita per valorizzare e promuovere il territorio di San Fele, oggi possiamo ammirare alcune delle cascate “ U uattenniere”, riportate alla vista e al loro antico ed affascinante splendore. L’associazione continua il proprio impegno nel ripristino di ulteriori aree attraversate dal torrente. A breve sarà possibile fruire di nuovi percorsi guidati ed ammirare altre cascate.

Lorenzo Zolfo