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San Fele – Egregio Presidente, con la presente colgo l’occasione per ringraziarLa, sia a nome del Consiglio di Corso di Studio in Scienze Geologiche dell’Università di Napoli Federico II, che a mio titolo personale, per la squisita ospitalità ricevuta i giorni 25 e 26 maggio c.a. in San Fele, che ha consentito ai 50 allievi del corso da me tenuto di Tettonica (Laurea Specialistica in Geologia e Geologia Applicata), alloggiati a S. Fele con il Vs. ausilio, di conoscere e apprezzare le eminenze geologiche e non solo del vostro territorio.

Università Napoli
Università Napoli

La scelta di S. Fele come una delle tappe importanti dell’escursione da me tenuta non è casuale, in quanto la località è situata in posizione centrale nella catena appenninica, e sintetizza in un territorio ristretto i temi salienti della geologia dell’Appennino meridionale: dagli affioramenti di rocce mesozoiche di scarpata del bacino Lagonegrese e delle loro coperture terrigene, le quali segnano le tappe dell’evoluzione della catena nel Miocene e Pliocene; alle conoscenze maturate sul sottosuolo grazie all’esplorazione petrolifera, che hanno dimostrato in virtù del pozzo S. Fele la notevole profondità della piattaforma Apula (circa 6 km), che rappresenta il principale target della ricerca petrolifera in Italia meridionale; alla possibilità di studiare le strutture responsabili della tettonica attiva e della sismogenesi, con importanti ricadute in tema di pericolosità sismica e protezione civile.

Università Napoli S.Fele
Università Napoli S.Fele

Per tali e altre peculiarità, ritengo l’area di S. Fele un ottima palestra formativa per gli studenti di geologia ma anche per professionisti impegnati nella ricerca mineraria, nella prevenzione dei disastri naturali, e nella progettazione ambientale. Particolarmente notevole ai fini geologici e geo-turistici si profila l’area delle cascate di S. Fele, che racchiude grazie alla qualità degli affioramenti, le principali eminenze dianzi richiamate.

Grato per l’attenzione ricevuta, invio distinti saluti

Napoli, 30 maggio 2016

Prof. Luigi Ferranti