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Venosa il nuovo liceo classico
Venosa il nuovo liceo classico

Venosa, 2013-11-21 – Anche quest’anno il Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Venosa ha partecipato al Concorso internazionale “Giovani cittadini d’Europa”, che si è tenuto a Saint-Vincent il 15 e 16 novembre scorsi. Le classi II B e III C “Brocca” hanno realizzato dei cortometraggi in cui hanno approfondito i valori fondativi del progetto europeo, solennemente sanciti dalla “Carta di Nizza” del 2000: Dignità, Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia. “Valori in cui noi cittadini europei-riferisce la prof.ssa Margherita Fusco, docente di Filosofia, accompagnatrice delle classi dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” ci riconosciamo, perché frutto di una cultura che affonda le sue radici nella civiltà greco-latina e che attraverso il Cristianesimo, il Rinascimento e l’illuminismo è giunta fino a noi.

Per gli studenti è stata sicuramente un’esperienza importante e particolarmente significativo è stato il convegno di studi sul tema: “28 Paesi senza un’anima”, che ha visto la partecipazione di illustri relatori: Mons. Domenico MOGAVERO, Vescovo di Mazara del Vallo; Carlo DELL’ARINGA, Sottosegretario Ministero del Lavoro e Politiche Sociali; Piotr NOWINA-KONOPKA, Ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede; Savino PEZZOTTA, Presidente C.I.R. (Consiglio Italiani Rifugiati); Nando PAGNONCELLI, Presidente A.D. IPSOS. Il tema del futuro dell’Europa è stato sviluppato secondo varie prospettive e sensibilità, ma il momento più alto è stato senz’altro l’intervento di Mons. Mogavero, che ha intitolato la sua lectio magistralis: “Quel mare abbandonato dall’Europa”. Mons. Mogavero ha esortato i giovani a guardare con “intelletto d’amore” al Mediterraneo:

– mare geograficamente piccolo, ma grande sotto il profilo antropologico;

– mare potenzialmente di tanti, ma soggetto alle tentazioni di appropriazione da parte di pochi;

– mare chiuso fisicamente, ma aperto culturalmente;

– mare degli uomini, ma singolarmente di Dio;

– mare solcato, ieri e oggi, da navi da guerra, ma mare con profonda vocazione al dialogo e alla pace;

– mare che ha conosciuto tante schiavitù, ma con un grande anelito di libertà;

– mare collocato in una posizione di centralità, ma che ha accolto e continua ad accogliere marginalità ed emarginazione.

Il Mediterraneo è stato definito da Mons. Mogavero: “un laboratorio di nuovi umanesimi”, nel senso che, di fronte alla disperazione dei migranti di Lampedusa, l’Occidente deve ridefinire la propria identità culturale e confrontarsi con l’altro, superando quella “globalizzazione dell’indifferenza” di cui parla Papa Francesco.

È necessario, prosegue Mogavero citando il filosofo Paul Ricoeur, “reinventare l’ospitalità grazie al ricordo fittizio o reale di essere state stranieri” per abitare insieme la terra.

Di qui l’appello per un neo umanesimo mediterraneo che trasformi il “mare nostrum” in:

– mare del dono e della gratuità;

– bacino di umanesimi, di civiltà, di culture, di fedi;

– luogo dell’incontro, del dialogo, della condivisione e della solidarietà, senza steccati”.

Lorenzo Zolfo