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RUVO DEL MONTE. L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NELLA CHIESA MADRE HA PROMOSSO UNA MOSTRA DI PRESEPI: “Il Presepio: un viaggio, un racconto, un ricordo e tante emozioni…”

mostra presepi
mostra presepi

Ruvo del Monte – L’Amministrazione Comunale di Ruvo del Monte ha realizzato, col contributo dei cittadini, nella chiesa madre, una mostra di Presepi. La rappresentazione “popolare” e dinamica del presepe nasce dall’intuizione di San Francesco d’Assisi nel 1223, riconosciuto nel 1986 come patrono universale del presepismo, ottenne da papa Onorio III il permesso di poter realizzare, fuori dal luogo sacro, un presepe vivente.L’evento avvenne con la partecipazione popolare e corale degli abitanti di Greccio (Rieti). Da allora, si diffuse, in Italia e poi nel mondo cristiano, l’usanza delle sacre rappresentazioni del Natale.Nel 1400 si diffuse la consuetudine di allestire presepi nelle Chiese.Nel 1500 nacque la cultura del presepe popolare con personaggi secondari. La nascita così del “Figurinaio” che avvenne sotto il regno di Carlo III. Nel 1700 il Presepe si trasforma in “Presepio”: una visione artistica e culturale strettamente legata al territorio, perciò originale.“Oggi, grazie alla continuità storica degli “artigiani” presepi ali-riferisce l’assessore alla cultura del comune di Ruvo del monte, prof.ssa Vittoria Lucia Cefola, l’arte è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Tale arte discende dall’espressione artistica del ‘700. Il Presepio racconta di un viaggio, che coinvolge lo stesso spettatore, che, a sua volta, diventa parte del viaggio e viaggiatore egli stesso. Il viaggio nel Presepio è “filosoficamente” impostato sul “Viaggio”, alla ricerca della “diritta via” che Dante intraprende, guidato da Virgilio, fino al cuore dell’Inferno. Il racconto del viaggio si snoda nel tempo e nelle profondità dell’Anima.I presepi si manifestano con la rappresentazione scenografica delle profondità della Natura, spesso selvaggia, di un paesaggio montano ricco di grotte, dirupi, fiumi. Tutto ciò rappresenta metaforicamente la Vita, l’Eterno ritorno, la nascita, la morte e la rinascita anche spirituale; un cammino, talvolta su sentieri scoscesi, verso la Speranza, la Salvezza e la Giustizia che un Bambinello, appena nato ed appena riscaldato dal fiato di due animali semplici, dona e si dona con un sacrificio già preannunciato all’Umanità intera. Il Presepio è, dunque, un grande simbolo rappresentato in maniera fantastica; un insieme di figure, fatti ed eventi metaforici ma anche storici. Il Presepio racconta della Vita e della Morte; del Bene e del Male, ma anche e soprattutto della Speranza. Il Presepio è, dunque, anche uno strumento “didattico”, tra il Sacro ed il Profano, che induce, sia chi lo realizza sia chi lo vive da spettatore, a confrontarsi con il suo contenuto e con il racconto che le figure principali, i luoghi e le cose costituiscono, svelandoli attraverso le sensazioni, le emozioni ed i ricordi che in esso vengono ravvivate. La mostra, che sarà permanente, è stata realizzata per vivere “coralmente” la Natività, il suo mistero e i suoi valori. Riscoprire semplici materiali che l’ingegnosità popolare ha utilizzato e ancora utilizza nel ripetere la magia di una notte di più di duemila anni fa”.