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“Marco, pensava sempre ai suoi compagni più fortunati di lui che potevano frequentare le lezioni ( …) Il ragazzino iniziò a sfogliare quel libro come se lo volesse mangiare tutto, per il desiderio di imparare”. Sono brani tratti da  “La missione del maestro e il piccolo Marco”, volumetto di 53 pagine pubblicato da Aletti Editore nella Collana “Gli Emersi-Narrativa”.  Non un romanzo, quello della rotondellese Antonietta Comparato che coltiva da tempo la passione per la scrittura, ma un “racconto lungo” per narrare una storia d’altri tempi, comune a tanti e nello stesso tempo “alta”, che ha il suo avvio in una scuola di campagna della nostra provincia del secolo scorso, dove avviene l’incontro tra Marco ed il maestro Luciano Faillo, proveniente da Firenze e, nello stesso tempo, con gli impervi sentieri della vita.  Un allievo. Marco, con quella innata timidezza contadina ed un insegnante che ha sa bene le lezioni che deve impartire ai suoi allievi affinché ne possano trarre, nel corso degli anni giovanili, quelli della formazione, il maggiore profitto.

Il volume è stato presentato a Rotondella nella Sala multimediale “Rocco Laguardia” (inaugurata qualche ora prima) con una folta nonché attenta presenza di pubblico. Sono intervenuti il sindaco Francomano che ha evidenziato l’importanza di questo volume, adatto ad essere utilizzato nelle scuole e che ci ricollega al tempo dei sacrifici per potere frequentare quelle scuole rurali, la docente di lettere Maria Venezia che ha posto l’accento sulla semplicità della trama e sulla linearità di scrittura della Comparato che facilità lettura e comprensione del testo nonché della stessa importanza, sia pure nuova ed adattata ai tempi, dell’insegnate, Antonio Bianco che ha letto alcuni passi del libro e Maria Cuccarese, assessore alle politiche culturali del centro jonico.

“ Da questo racconto lungo -ha sottolineato Maria Cuccarese nel suo ampio ed articolato intervento-  emerge l’amore per l’insegnamento e la volontà  per l’apprendimento per cui il titolo stesso del libro è estremamente significativo. Una storia comune del nostro Sud dove  attraverso l’insegnamento sono stati tolti da un destino crudele folle di individui per i quali la scuola ha rappresentato una possibilità da cogliere e sfruttare rappresentando prima, invece, una sorta di privilegio. Di questo erano consci gli stessi insegnanti per i quali insegnare, appunto, era una missione. E lo è ancora oggi sia pure vivendo situazioni di precariato generale”.

“Il maestro di un tempo attirava rispetto -ha proseguito Cuccarese- e le sue lezioni erano, in definitiva, lezioni di vita e, lo stesso Marco, protagonista della storia, ne fa tesoro tanto da diventare ingegnere ed elevarsi rispetto alla sua condizione originaria”.

B. D’Al.   Rotondella, 10 Ottobre 2012