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Il Dott. Antonio Romano durante un suo intervento
Il Dott. Antonio Romano durante un suo intervento

Ginestra (PZ), 2014-07-22 – Nei giorni scorsi a Roma si è tenuto un importante convegno sul rapporto Osmed e sul Servizio Sanitario Nazionale, argomenti di estrema attualità. Tra i tanti presenti, il dott. Antonio Romano di Ginestra che ci da delle informazioni ed anche le sue impressioni sulla sua partecipazione a questo incontro: “ “In Italia, 26 mld di euro spesi in farmaci nel 2013, 436 a cittadino.

La spesa farmaceutica italiana totale, pubblica e privata, (SSN + Acquisti privati) nel 2013 è stata pari a 26 miliardi di euro (+2,3% rispetto al2012), di cui il ben il 75,4% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di circa 436 euro. Il tutto si desume, dal rapporto Osmed 2013 dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentato il 14 Luglio a Roma.

La spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, è inaumento rispetto al 2012 del +1,7% ed è stata pari a 19 miliardi e 708 milioni di euro. La spesa territoriale pubblica, comprensiva della spesa dei farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A, è stata di 11 miliardi e 866 milioni di euro (+0,4%). La spesa a carico dei cittadini, comprensiva della compartecipazione del cittadino, dell’acquisto privato di fascia A, della spesa per i farmaci di classe C con ricetta e di automedicazione, ha registrato un aumento del +3,8% rispetto al 2012.

La spesa per l’acquisto di medicinali da parte dellestrutture sanitarie pubbliche (Aziende Ospedaliere , Aziende Sanitarie Locali, Irccs) è risultata pari a 8,4 miliardi di euro (141,2 euro procapite), con un incredibile incremento rispetto al 2012 di un ben +6,2%.  La spesa farmaceutica pubblica regionale erogata in regime di assistenza convenzionata è stata pari a 8.863 milioni di euro a fronte di 608 milionidi ricette emesse e 1,1 miliardi di confezioni di farmaci dispensati. Per i farmaci in regime di assistenza convenzionata di classe A-Ssn, il Lazio è la Regione con quantità massima di consumi (1.190 Ddd/1000 ab. die),seguita da Calabria (1.146,1 Ddd/1000 ab. die) e Sicilia (1.140,5 Ddd/1000 ab. die).

La spesa lorda pro capite maggiore è della Sicilia (235,9 euro procapite), seguita dalla Campania (228,0 euro pro capite) e dalla Puglia (219,2 euro pro capite). In questa classifica, non sono presenti nei primi posti le regioni del Nord Italia. La Provincia Autonoma di Bolzano registra la spesa pro capite più bassa con 129 euro di spesa pro capite e il minor consumo con 756,6 Ddd/1000 abitanti. Per quanto riguarda la spesa convenzionata, le Regioni del Nord registrano livelli inferiori alla media nazionale, le Regioni del Centro, del Sud e delle Isole mostrano valori di spesa superiori, anche se il clima e la qualità, del cibo e della vita in generale, sono migliori.

Si confermano significative differenze regionali di consumo e spesa per categoria terapeutica: 1) UMBRIA: prima per consumo di farmaci per l’ipertensione e lo scompenso cardiaco. 2) SICILIA: prima per gli antiacidi e gli antiulcera.

3) CAMPANIA: prima per antiaggreganti e anticoagulanti e antibiotici. Conclusioni, la spesa per l’acquisto dei farmaci è in continuo aumento nonostante la crisi e le varie Spending Review, che non sono di fatto azionate nella sostanza, sia a livello centrale che a livello regionale. Di fatto, tali spese come altre, non sono ne controllate e neanche limitate. Le lobby farmaceutiche continuano ad alimentare la lobby dei medici sia territoriali che ospedalieri.

Lo dimostra il fatto di vedere proliferare meeting piu o meno scientifici in località turistiche, viaggi aziendali e quant’altro “esce” dal rapporto medico/paziente/farmaco.Aver partecipato alla presentazione del rapporto OSMED, ha acuito la percezione, che la Spending Raview in ambito pubblico, non ha di fatto nessun impatto pratico. Infine, ancora una volta non sono state date spiegazioni sul maggiore costo di listino (fustella) dei farmaci in Italia rispetto a Paesi come Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Germania ed altri ancora. Ovviamente la spiegazione esiste ed è legata all’intreccio lobbystico, medici e produttori/distributori di farmaci, nonché all’assenza totale di controlli e all’assenza di un sistema competitivo privato al sistema SSN”.