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Ripacandida – Non si placa nel centro del Vulture la discussione circa il territorio di Ripacandida conteso dal Comune di Rionero. Gli abitanti delle contrade San Francesco, Frascolla e Cappa Bianca, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, di fatto ricadenti nel territorio di Ripacandida, vogliono diventare a tutti gli effetti cittadini di Rionero. Il Comune di Ripacandida si è opposto nello scorso mese di aprile con un consiglio comunale. Nei giorni scorsi è stato costituito un comitato a difesa dei propri confini.L’architetto Giuseppe Sarcuno, componente di questo comitato, spiega i motivi di questa opposizione: “Abbiamo iniziato la raccolta delle firme il 22 giugno con una procedura on-line sul sito petizionionline.it. Ripacandida deve continuare ad avere la possibilità di poter scegliere per il futuro dei propri figli! Quantomeno come segno di ringraziamento verso i nostri “padri” che questa terra e questa identità ci hanno lasciato. E adesso è la volta buona affinchè i ripacandidesi dicano la propria. Noi stiamo cercando di sensibilizzare le coscienze, ma il sonnifero è troppo forte…. Non facciamoci togliere la terra da sotto i piedi. Quando saremo caduti a terra sarà troppo tardi per lamentarci!

L’obiettivo che ci siamo prefissati è di arrivare velocemente nelle case dei ripacandidesi residenti fuori comune e cercare di capire qual è la loro opinione nel merito.

L’idea sta iniziando ad avere i primi frutti. Abbiamo iniziato a raccogliere il consenso di persone residenti in Lombardia, in Emilia, ma anche in Argentina. Molti di essi non hanno tanta dimestichezza con le procedure on line oppure non hanno una mail per ogni componente il nucleo familiare, quindi, la singola firma può avere valore per 2 o anche più persone.

Chi ha dovuto a malincuore lasciare la propria terra nutre verso di essa un forte, profondo e sincero sentimento di appartenenza che è difficile riscontrare (purtroppo) in chi ha avuto la fortuna di poter continuare a “respirare” la propria terra.

Ho contattato, ad esempio, Antonio Gioiosa da San Luis, sulle montagne argentine vicino al Cile, settantenne con qualche dimestichezza con il computer. Dopo avergli illustrato la situazione era impaziente di firmare assieme alla moglie Beatrice, anch’essa ripacandidese . Non è stato facile spiegargli come fare, ma dopo più di un’ora di collegamento skype, quando ricevette la mail di conferma della firma gli si illuminarono gli occhi. Era contento di aver contribuito a questa causa, e mi ha tanto ringraziato.Ripacandida deve continuare ad avere la possibilità di poter scegliere per il futuro dei propri figli. Quantomeno come segno di ringraziamento verso i nostri “padri” che questa terra e questa identità ci hanno lasciato.

Domenica 1 luglio inizieremo la raccolta cartacea nelle principali piazze di Ripacandida.

Non aspettate. Venite a Firmare!! Contribuite tutti a difendere la nostra identità!”.

Lorenzo Zolfo