CONDIVIDI
Ripacandida  giornata degli emigranti pubblico
Ripacandida giornata degli emigranti pubblico

Ripacandida, 2013-08-14 – Nella suggestiva piazzetta dell’ex Convento delle Carmelitane, oggi sede comunale, si è svolta una bellissima serata di festa dedicata agli emigranti di Ripacandida che durante questo periodo fanno ritorno alla loro amata terra. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Pro-loco insieme alla Parrocchia Santa Maria del Sepolcro e gli Amici di Padre Pio “Suor Maria di Gesù” con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. L’affluenza di pubblico è stata notevole e la partecipazione molto sentita dei tanti amici che sono attualmente residenti in altre parti di Italia e del mondo. Una messa a suffragio delle tante persone che sono partite e non hanno più fatto ritorno al loro paese, ai tanti cittadini che sono seppellite lontano dalla loro terra è stata officiata da Padre Rocco Rizzo nella Chiesa di Santa Maria del Sepolcro.

La manifestazione serale è stata introdotta dal giovane Chiarito Donato in qualità di presentatore e conduttore della serata. Si è aperta con il magico suono del violino di Gioiosa Tiziano che ha interpretato magnificamente la canzone di Jimmy Fontana, “Che sarà” portata al successo dai Ricchi e Poveri e Josè Feliciano. Un canto che è diventata l’icona e il simbolo dell’emigrazione negli anni settanta. La proiezione di un corto ha introdotto il tema del convegno dal titolo “Voci straniere” realizzato dal gruppo teatrale siciliano Teatro Silente, che attraverso forti simbolismi ha raccontato le mille difficoltà dei migranti che lasciano la loro terra, le loro radici per affrontare una vita nuova piena di incognite. Tante persone che si muovono nel mondo alla ricerca di condizioni migliori che la loro terra di origine non riesce ad offrire.

La serata è proseguita sull’onda dell’emozione che è stata offerta da Pino Martino che ha deliziato il pubblico esibendosi insieme ad Iris Alamprese facendo ascoltare due brani dall’intenso patos. “Mamma dammi cento lire” una ballata popolare che è il simbolo degli emigrati in America e “Addio Lucania” un brano scritto dallo stesso Martino, frutto di un paziente lavoro di ricerca che da anni l’autore svolge nel raccogliere i canti tradizionali che venivano cantati dal popolo durante i lavori nei campi che servivano ad allietare la fatica e ad addolcire il dolore di chi lasciava la propria terra.

Dopo l’esibizione musicale hanno portato la loro personale testimonianza di emigranti o migranti alcuni cittadini che sono venuti a Ripacandida per ritrovare i propri familiari e amici in questo periodo di ferie. Ha iniziato Michele Miroballi, residente a Torino che ha messo in evidenza tutto l’amore cha ha per Ripacandida e ha nel contempo richiamato tutti ad una maggiore collaborazione affinché il Paese ritrovi quella grande capacità di accoglienza che in questi ultimi tempi è un po’ venuto meno. La sua speranza la ripone nei giovani che possono davvero fare tante cose a patto che ci sia un passaggio di consegne tra le varie generazioni mantenendo inalterato il rispetto delle tradizioni e l’amore per il Paese. La maestra in pensione Ada De Caro, residente a Bari nella vicina Puglia, è intervenuta portando il saluto dell’associazione lucana della quale è Presidente e con grande commozione ha letto una bellissima poesia scritta da un ripacandidese di Blues Island, Gentile Donato, dal titolo “Paese mio” dove ricorre in maniera intensa il termine “mio” come forte senso di appartenenza e legame con il proprio Paese.

Il Dottor Dante D’Urso, direttore di diverse filiali della Banca d’Italia ha posto il problema sul termine emigrazione, definendosi egli stesso un migrante italiano e differenziandosi con i tanti amici che vivono al di fuori dell’Italia che sono i veri emigranti in quanto loro devono fare i conti con una nuova lingua e nuove abitudini. Diverso è per chi vive in Italia. Ha parlato della sua esperienza di migrante come di un viaggio fatto in diverse città italiane, dove ha potuto cogliere momenti di grande positività alternata con altrettante negatività che gli anno segnato la vita. Ha concluso le testimonianze u giovane rumeno che da qualche anno vive a Ripacandida. Testimone di una emigrazione al contrario, famiglie che trovano a Ripacandida motivo di riscatto sociale e di lavoro che nel loro paese natio gli è negato. Il suo è stato un intervento quasi senza parole ma di un grande significato, nel quale ha ringraziato di la famiglia Ripacandida per l’accoglienza che gli ha riservato.

L’intervento del Dott. Martino è stato incentrato sui diversi significati della migrazione nella storia del mondo. Ha iniziato dai movimenti migratori naturali degli animali in cerca del clima più favorevole per poi andare sul fenomeno della transumanza nelle aree interne del centro e sud Italia. Gli uomini invece hanno dovuto migrare non per motivi climatici ma per altre ragioni di tipo economico, politico o culturale. Le problematiche di tipo economico sono quelle che hanno riguardato massicciamente molti territori tra cui l’Italia e soprattutto il meridione, in tre periodi ben precisi: quello successivo all’unità d’Italia e quello pre e post bellico dei due conflitti mondiali. Le migrazioni, oltre ad essere volano di sviluppo economico, sono state anche dei formidabili veicoli colturali, basti pensare al poeta latino Quinto Orazio Flacco, trasferitosi da Venosa a Roma, oppure alla canzone napoletana che, soprattutto grazie agli emigranti meridionali in America, ha conosciuto una grande notorietà. Infine si è soffermato sugli aspetti sanitari che i movimenti migratori hanno provocato come la trasmissione di alcune malattie quali la tubercolosi, la malaria, le infezioni degli apparati intestinali e virali. Padre Rocco Rizzo, ha voluto portare i suoi saluti, ricordando che anche lui è migrato in altri luoghi per seguire la propria vocazione.

Ha ringraziato tutti i partecipanti e si è compiaciuto con gli organizzatori per il luogo scelto per la manifestazione. “Un luogo che ha visto la presenza delle suore Carmelitane di clausura guidate dalla priora Suor Maria di Gesù; sappiamo tutti che si sta svolgendo la causa per la sua beatificazione e fra qualche mese uscirà una pubblicazione sulla sua vita. Quindi un luogo particolarmente caro ai ripacandidesi e questa sera si è tenuto un importante appuntamento che ci inorgoglisce tutti” queste le poche parole pronunciate dal religioso. Il Sindaco ha concluso la manifestazione richiamando tutti ad essere più uniti, lo merita il Paese e ancor di più i cittadini. A sorpresa il Sindaco ha concesso la cittadinanza benemerita al Professor Dottor Antonio Martino, leggendo il curriculum della sua splendida attività di medico in prima linea nel pronto soccorso e come affermato chirurgo.

Il dottor Martino non ha nascosto la soddisfazione per il riconoscimento attribuitogli, non mancando di essere fortemente emozionato, ha dichiarato di sentirsi un cittadino di Ripacandida pur vivendo a Napoli, definendo Ripacandida la periferia di Napoli quando è a Napoli e viceversa Napoli il centro di Ripacandida quando si trova presso la casa paterna.

Lorenzo Zolfo