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Ripacandida panorama
Ripacandida panorama

Ripacandida, 2013-03-12 – Nel piccolo centro del Vulture già si affilano le armi in vista delle prossime elezioni comunali del 26 e 27 maggio 2013. Poco più di mille elettori, più i nuovi 115 elettori delle contrade San Francesco, Cappa Bianca e Frascolla, i territori contesi col Comune di Rionero, ma che allo stato di fatto fanno parte del Comune di Ripacandida,esprimeranno il proprio voto. Antonio Giansanti noto esponente politico del PSI, residente nella contrada San Francesco, nelle scorse elezioni politiche è stato uno dei primi a votare a Ripacandida ( è successo la prima volta che gli elettori di queste tre contrada hanno votato a Ripacandida, qualcuno si chiede, come mai nel passato hanno votato sempre a Rionero?), ha le idee abbastanza chiare sulla politica che mastica da circa 40 anni. Avvicinato, ha dato alcuni consigli ai partiti di Ripacandida che negli ultimi tempi non vanno tanto d’accordo, ed a quelli che si metteranno in gioco: “ c’è una diatriba costante tra le forze politiche di Ripacandida, ci vuole uno sforzo per superare queste liti, sia all’interno di questi partiti e tra le coalizioni.

Rimango dell’avviso che bisogna unire queste forze politiche. Un Comune piccolo come Ripacandida deve trovare i suoi interlocutori nella Provincia e Regione. Da evitare le liste civiche! Il mio invito alle forze politiche è di iniziare una riflessione seria sul programma con l’obiettivo di unire e non dividere. Ripacandida ha un patrimonio di risorse invidiate da altri paesi più grandi, ha avuto una bella intuizione sul turismo religioso, gemellandosi con la Basilica Superiore di Assisi, ha un patrimonio boschivo, che con un uso razionale e saggio, porterebbe molti vantaggi. Il parco eolico dà un ampio respiro alle casse comunali. Con il rafforzamento delle risorse agricole, dall’olio al vino fino ai prodotti enogastronomici, il dado è tratto. Ripacandida potrebbe rientrare tra gli itinerari turistici permanenti, non con un mordi e fuggi, ma stringendo rapporti, in fatto di ricettività, con strutture religiose dei centri limitrofi”.

Lorenzo Zolfo