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Ripacandida santuario cartello paceRipacandida, 2013-09-08 – Un 7 settembre da ricordare nel piccolo centro del Vulture. Nel piazzale ed all’interno del Santuario San Donato, gemellato con la Basilica Superiore di Assisi dal 2004, grazie ai suoi splendidi affreschi del ‘500. Preghiere di invito alla Pace in occasione delle celebrazioni della Natività di Maria, nell’ambito del Programma Umanitario ‘VVV: Vivere una Vita che Vale’ e del Progetto “Itinerari Turistici di Federico II di Svevia” che ha visto la partecipazione delle Regioni Basilicata (capofila), Calabria, Puglia e Sicilia. L’evento si è svolto in contemporanea in tutte le città che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Sacro Convento d’Assisi e dalla Regione Basilicata (Ufficio Turismo, con la collaborazione dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale) e con la partecipazione dell’UNPLI Basilicata. Ripacandida, unita ad Assisi da un vincolo di gemellaggio, non poteva lasciarsi sfuggire questo evento, ha organizzato questo momento di preghera ed invocazione alla pace,grazie alle suore francescane del Bambin Gesù del Convento di San Donato e la pro-loco, presente col presidente Gerardo Cripezzi, il promotore del gemellaggio con Assisi. Suor Rosa, alla presenza di tante persone, nonostante si svolgesse una festa in onore della Madonna in un’altra piazza del paese, ha esordito dicendo: “vogliamo cogliere l’invito del Papa a raccoglierci in preghiera.

Ci ritroviamo qui per implorare la pace nel mondo intero, alzando la propria voce al cielo. I pannelli di invocazione alla pace sono stati realizzati dai ragazzi della Cresima”. Sono stati letti alcuni pensieri: “La Pace dipende anche da Me!”: non costruisco la pace quando non apprezzo lo sforzo, la virtù degli altri, quando lavoro per due, quando non perdono, quando lascio solo chi soffre, quando chiudo la porta del mio cuore, quando penso solo al mio tornaconto, quando taccio di fronte alla menzogna, all’ingiustizia, quando non compio il mio dovere, quando sfrutto il mio prossimo, quando rifiuto la croce, la fatica, quando dico no alla vita, quando non mi metto in ginocchio per invocarla, per ottenerla, per viverla. Recitati i cinque Misteri gloriosi. Nella preghiera dei fedeli sono stati invitati i governanti ad investire di più a favore dei bisogni umanitari e non negli armamenti. La serata si è conclusa con alcuni pensieri “In me c’è Pace, Signore”:…se cerco di amare Te, me e i fratelli, se ricorro a te per chiedere il tuo perdono, se so cogliere il bisogno dell’altro, quando maltrattato, calunniato, deriso, so sorridere e pregare per chi mi tratta così.

Lorenzo Zolfo