CONDIVIDI

Ripacandida, 2013-11-27 – Nei giorni scorsi a Roma all’udienza dal Papa erano presenti tanti componenti dell’UNPLI (associazioni pro-loco d’Italia) e tra questi anche qualche famiglia di Ripacandida, dove è attivissima la locale pro-loco, che ha avuto parte determinante nel gemellaggio tra il Santuario San Donato di Ripacandida e la Basilica Superiore di Assisi, grazie al suo presidente, Gerardo Cripezzi. La famiglia Cialdella (papà Donato, mamma Edem con i figli Michele e Marianna) era presente a questo incontro in piazza San Pietro per vedere Papa Francesco, fin dalle prime ore della giornata. Ed il Papa nel suo tradizionale tragitto si è fermato ad accarezzare il piccolo Michele Cialdella di Ripacandida. Commossa ed emozionata la mamma Edem, che al ritorno da Roma, ci racconta, con un pizzico di emozione, questo momento: “mio figlio Michele è stato tra i pochi fortunati di quel giorno ad essere stato preso e benedetto dal Papa.Credo sia stato il primo bimbo di Ripacandida ad essere stato “baciato” dal Papa.

Era la giornata dedicata all’unpli e Gerardo Cripezzi come presidente della pro loco è riuscito a farci avere i biglietti per l’ingresso in piazza San Pietro. Eravamo lì dalla mattina alle sei, c’era tantissima gente eppure qualcosa mi diceva che mio figlio Michele avrebbe avuto questa meravigliosa fortuna….con me c’era anche l’altra mia bimba ma nella mente mi tornavano sempre le stesse parole….Prenderà Michele…. la benedizione personale del Papa sará per lui.

Infatti quando passò la sua guardia prese prima la mia piccola Marianna che peró si mise a piangere perchè aveva paura e me la diedero subito indietro e poi il Papa si giró guardó Michele e la guardia del corpo subito glielo passó. Da mamma ho avvertito una emozione indescrivibile, avevo il cuore a mille e gli occhi pieni di lacrime.

In quel momento mentre il Papa lo accarezzava ,lo baciava e gli sorrideva,sembrava che il tempo si fosse fermato.I suoi occhi fissi in quelli di mio figlio non li dimenticherò mai. Per me è stato come sentirmi dire.” Tranquilla perché dove non arrivi o dove non ci sarai tu…ci saró io”.In tutto questa emozione mio figlio fece cadere il suo berretto per terra e mentre l’auto si allontanava tra la folla il Papa si giró, fece segno del cappellino che era in terra e disse ad una delle sue guardie di restituircelo e non si voltó finchè questo non avvenne e poi ci salutò con la mano sorridendoci.Una esperienza che riempie il cuore”.

Lorenzo Zolfo