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Ripacandida (PZ) – Nel piccolo centro del Vulture di poco più di 1500 abitanti, finita l’emergenza neve non tutte le strade comunali sono state liberate dal Comune. Tra queste via Cantone, dove abita la famiglia Di Biase, con una figlia disabile, Anna Fatima, che ha bisogno di cure giornaliere.

Una fisioterapista arriva dalla vicina Rionero in Vulture per le cure di cui necessita la bambina. Sembra che il Comune sia intervenuto, ma solo per poche ore, senza liberare completamente la strada che porta nel paese e alla strada provinciale.

Marco Di Biase, il capofamiglia, si è dato da fare per liberare casa e macchina dai cumuli di neve. E nella mattinata dello scorso 11 gennaio, con la macchina attrezzata di catene, ha percorso il tratto della via Cantone, fino all’imbocco della superstrada Oraziana Ripacandida-Rionero per prelevare la fisioterapista, proveniente da Rionero in Vulture e portarla a casa per le cure di cui ha bisogno la figlia.

Ripacandida ingresso di casa Di Biase dove abita una disabile al 100%
Ripacandida ingresso di casa Di Biase dove abita una disabile al 100%

“Stava salendo a piedi dal tratto di strada innevato, mi ha commosso e spinto da tanta tenerezza l’ho caricata in macchina e portata fino a casa”. Nella forte nevicata del 2012, la famiglia Di Biase, ha patito gli stessi problemi.

Marco aveva liberato la strada fino al parcheggio della macchina, col proprio trattore, ma non era sufficiente per portare la figlia in carrozzina fino alla macchina e se la prese col Comune: “nessun mezzo spalaneve del Comune si è fatto vedere dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, è come se questo rione non esistesse!

Ho comprato personalmente 10 chili di sale per far sciogliere il ghiaccio e liberare la strada, insieme agli anziani, per il passaggio di almeno una persona. Come faccio a portare mia figlia, invalida al 100% con la carrozzina a scuola, nonostante l’insegnante l’aspettasse?

Gli amministratori comunali conoscono molto bene la mia situazione familiare, evidentemente ritengono i cittadini di questa zona di serie B, che non hanno gli stessi diritti degli altri!”.