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ripacandidaRipacandida, 2014-01-13 – Dopo le critiche rivolte dal gruppo politico “Sel-Sinistra e Libertà” e dal “Progetto per Ripacandida”, a contestare l’operato dell’attuale amministrazione comunale, guidata da una coalizione PD-PSI, è la stessa segreteria del PD cittadino. Con un comunicato rivolto a tutti i cittadini spiega le ragioni di questo dissenso: “La crisi di questi ultimi anni ha travolto lo scenario politico e sociale attuale obbligando tutti, enti pubblici e privati, a ripensare ruoli, responsabilità ed impegni mettendo pesantemente mano ai vecchi criteri di gestione della pubblica amministrazione secondo principi e metodi che il piano di Governo indica come spending review, con cui si prevedono: tagli alla spesa già nel 2014. Più mobilità nel pubblico impiego.

Per raggiungere questo obiettivo vengono indicati alcuni strumenti: da una maggiore mobilità dei dipendenti pubblici a un sistema di incentivi per premiare gli enti che tagliano. In particolare tra gli obiettivi da perseguire c’è quello di «incentivare la mobilità tra amministrazioni e funzioni» e di stilare una classifica degli Enti pubblici “virtuosi”. Considerato che in politica tutto ciò che accade è frutto di una collaborazione e condivisione di idee e progetti a carattere sociale finalizzati a perseguire il Bene Comune, in una situazione di difficoltà come quella attuale fare politica non può che considerare come obiettivo fondamentale il riequilibrio delle differenze e/o disuguaglianze sociali fortemente accentuate dalla crisi economica e politica che l’Italia vive.

Dunque si chiede alla politica, già fortemente contestata e criticata, di essere inclusiva e non esclusiva. Per tali ragioni nel corso della campagna elettorale per le amministrative del maggio 2013 con la lista “Rinnoviamo Ripacandida” si sottoscrivevano, oltre ad un ricco programma di intenti, vincoli forti con i nostri elettori affinché si superassero tanto le discriminazioni politiche e sociali quanto i “privilegi” di pochi pagati con il sacrificio di tutti. Per questi impegni politici è stata votata ed eletta l’attuale classe dirigente con la partecipazione di frange della società civile e di simpatizzanti il Movimento 5 stelle i quali proprio sugli sprechi e sulla giustizia sociale facevano leva, non certo per altre finalità.

Ripensare dunque all’assetto gestionale tecnico-amministrativo non significa “giustizialismo” o peggio “vendetta” in tal caso il primo carnefice sarebbe il nostro Governo, in realtà si tratta di “giustizia sociale” ovvero di una necessità gestionale a cui ogni buon governo dovrebbe fare riferimento nell’interesse di Tutti i cittadini. Nella gestione della giunta Remollino in tal senso nulla è cambiato, si continuano ad evidenziare i “difetti” cronici del passato in una dinamica politica che vede primeggiare sempre e comunque gli stessi attori non protagonisti dove la parte politica fa solo da comparsa. Ripensare ad una diversa gestione della spesa pubblica non significa difatti penalizzare qualcuno, ma affrontare seriamente una necessità sistemica finalizzata ad aiutare chi ha difficoltà e a favorire la qualità dei servizi, che in situazione di scarsità di risorse finirebbero con il gravare solo sul singolo cittadino e sulle attività produttive in genere.

Nel corso della campagna elettorale si è dichiarato di voler far crescere e tutelare imprese, artigiani, agricoltori e professionisti locali in una logica di condivisione e solidarietà, il metodo utilizzato non sembra coerente con tali propositi visto che tutti lamentano una certa incoerenza e disattenzione verso tali obiettivi. Senza parlare dei giovani ed anziani assolutamente dimenticati. Anziché sulla spesa pubblica i maggiori tagli e sacrifici vengono fatti gravare solo sulle imprese, artigiani e professionisti, di contro, in merito alla condivisione di tematiche di interesse collettivo attraverso le consulte, fino ad ora si sono ravvisati solo timidi tentativi di confronto male riusciti.

Per tali motivi in qualità di Segretario del PD di Ripacandida non sento di poter condividere pienamente le scelte adottate, palesemente in contrasto con quanto entusiasticamente si andava promettendo ai nostri elettori registrando, di contro, una drastica inversione di rotta non coerente con la situazione attuale, denotando in verità un sostanziale fallimento di un progetto pensato per rilanciare una nuova fase politica. “I veri leader devono essere in grado di sacrificare tutto per il bene della loro gente.” (N. Mandela). In ultimo, mi preme l’obbligo di ringraziare tutte le persone che hanno creduto e sostenuto il progetto che tuttavia rimane ancora valido se riuscisse ad intercettare persone coerenti e fedeli agli impegni presi con i cittadini”.

Lorenzo Zolfo