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Ripacandida-chiesa-madre
Ripacandida-chiesa-madre

Ripacandida, 2013-04-17 – In questi giorni l’amministrazione comunale sta attivando dei lavori nella sede comunale per la realizzazione di un centro diurno intergenerazionale. Questi lavori favoriranno l’apertura di un ingresso con chiusura di un arco. Ad esprimere la sua contrarietà è il consigliere comunale di minoranza del PD, Gerardo Cripezzi che ha raccolto consensi tra la popolazione: “intendo denunciare il grave atteggiamento di superficialità culturale tenuto dagli attuali amministratori riguardante il recupero dei locali sottostante gli uffici comunali. Al riguardo ho fatto una interpellanza in riferimento alla chiusura dell’Arco mediante la realizzazione di un ingresso che ne deturpa la bellezza. Facendomi portavoce dei tanti cittadini che hanno manifestato la contrarietà alla realizzazione di una porta di chiusura dell’arco con motivazioni legittime e condivisibili rispetto al fatto che si va a deturpare un bene ambientale e architettonico del nostro patrimonio abitativo che evidenzia di per se la memoria storica di un Paese.

Vorrei sollecitare anche un ripensamento dei motivi che portano alla chiusura dell’arco e invitarvi allo stesso tempo a rivedere questa parte del progetto e lasciare libero l’ingresso del centro salvaguardando la bellezza dell’arco. L’attenzione per i centri storici è un’ atteggiamento culturale che risale alla metà degli anni settanta, quando incomincia una fase nuova ma contraddittoria, caratterizzata per un verso dalla “consapevolezza” del valore intrinseco dei centri storici, intesi come patrimonio e risorsa da conservare e tutelare (sull’onda di una comune matrice culturale che si diffondeva in tutta l’Italia e nel mondo) ma per un altro verso viziata da una prassi diffusa che ancora oggi ignora ed ostacola tale consapevolezza. Allo stato attuale, in proposito, non essendoci ancora norme statali ma solo recenti ed isolati interventi regionali e/o misure di sostegno comunitarie, l’attenzione e la cura dei centri storici resta affidata principalmente alla sensibilità degli amministratori locali, ignorando in tal modo l’esistenza di un processo di sostituzione e di alterazione costante e continuo dei materiali o dei manufatti esistenti nei centri storici che contribuisce nel tempo a modificare in modo determinante il senso della scena urbana e la stessa identità storica di un luogo.

Mi auguro che l’amministrazione comunale sospenda immediatamente i lavori con il ripristino dell’arco”.

Lorenzo Zolfo