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Ripacandida migranti nell'associazione Acli
Ripacandida migranti nell’associazione Acli

Ripacandida-Ginestra. Da alcuni giorni nei due piccoli centri del Vulture, Ripacandida e Ginestra, distanti solo tre km, l’associazione Acli “I Fiori del Vulture” del centro caro a San Donato e la parrocchia San Nicola Vescovo del centro arbereshe, hanno aperto le porte, dimostrando tanta solidarietà verso i meno fortunati, accogliendo alcuni migranti giunti dalla lontana Africa. Una decisione imposta dalla Prefettura ai paesi lucani che si dimostrano “solidali”. Presso l’associazione Acli I Fiori del Vulture, alcuni di questi migranti hanno già preso confidenza con i componenti dell’associazione (vedi foto).

Mentre a Ginestra, domenica scorsa durante la santa messa, il parroco, padre Cesare, ha presentato alla comunità, una giovane donna, proveniente dalla Nigeria, che è stata accolta dalla comunità, grazie all’interessamento e richiesta di una cittadina nativa del posto, ma residente a Potenza, che ha messo a disposizione la propria abitazione per questa donna africana. Padre Cesare rivolgendosi ai fedeli in chiesa ha detto: “ dimostriamo tanta solidarietà verso questa nigeriana, che durante il suo arrivo in Italia ha perso il marito, è in procinto di avere un bambino e desidera che gli altri due figli, che stanno in Africa, si ricongiungano a lei” La prof. Carmela Martino di Ripacandida ha avuto parole di elogio verso l’associazione Acli del suo paese: “ Un bravo sentito ai componenti di questa associazione.

Il mondo dell’associazionismo non può prescindere dalla cultura dell’accoglienza e della solidarietà! Anche noi siamo stati stranieri in terra altrui e mi piace pensare che l’accoglienza ricevuta sia stata all’insegna della umanità e della ospitalità! Mi piace pensare che non si sia stati giudicati mafiosi o camorristi anche se in terra italiana c’è mafia e camorra, semmai, le prime vittime di questa delinquenza siamo stati noi: quante le vittime, per esempio, della mafia in terra siciliana o della camorra in Campania?
Ecco perché è necessario distinguere e comportarsi di conseguenza: cerchiamo di favorire l’Integrazione, è un dovere umano che abbiamo!”.