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Ripacandida pubblico presente
Ripacandida pubblico presente

Ripacandida, 2014-03-11 – Una sala consiliare del Comune gremita, ha ospitato lo scorso 9 marzo un Convegno dal titolo: “Rose Spezzate”,organizzato dall’associazione ACLI ” I Fiori del Vulture”,presentazione del libro di Fabio Amendolara ed Emanuela Ferrara: “la colpa di Ottavia”.Si è parlato di Ottavia De Luise, una ragazza di solo 12 anni, scomparsa misteriosamente nel 1975 a Montemurro, senza colpevoli e dopo tre mesi dalla sua scomparsa, il caso è stato chiuso. Ma non si fece nessun processo. A presentare questa serata, il presidente dell’associazione Acli, Lina Chiari. Il Sindaco dott. Vito Remollino ha portato i saluti:“stasera parliamo di donne, di diritto e di legalità. Ho avuto legami particolari sul caso Claps, avendo vissuto a Potenza nel periodo della sua scomparsa. Il mio messaggio sulla scomparsa di tante donne è questo: le differenze sono peggiori delle violenze”, ilM° della Stazione dei Carabinieri,De Falco, ha aggiunto: “non vedere, non sentire, è il peggior male che esista.

In questo modo si crea un muro tra istituzioni e Cittadini”. Gli intermezzi musicali della coppia Annamaria, alla voce e Raffaele Rigillo al pianoforte, con brani sulle donne: “Donne come voi”, “Donna”, Marinella”,Quello che le donne non dicono”,Insieme a te non ci sto più” hanno reso la serata piacevole.Gli interventi: l’avv. Donato Santoro ha illustrato i limiti legislativi, anche quelli ultimi legiferati nel 2013 sul femminicidio: “ il nostro codice penale risale agli anni ’30. Molte norme sono state abrogate e sostituite.  Si sta discutendo al Parlamento sulla riforma della giustizia, i legislatori vogliono portare modifiche a favore di chi commette delitti.All’epoca della scomparsa di Ottavia, la violenza sessuale era soltanto un reato contro la morale, non contro la persona, quindi non si procedeva d’ufficio. Chi si macchia di violenza commette la cosa più efferata ed inaudita, denunciate, non abbiate paura”. Il prof. Lucio Attore, docente all’Unibas, ha commentato la scomparsa di Ottavia, ma soprattutto i suoi lati oscuri: “ una vicenda dolorissima, che ha avuto ricadute di tipo umano e tecniche.

Il titolo. La colpa di Ottavia” porta considerare che la vittima è carnefice di se stessa, come anche il sottotitolo: la bambina che nessuno ha cercato. Leonardo Sciascia, profondo conoscitore dell’essere umano, ha scritto un libro “A ciascuno il suo”, consiglio di leggerlo. Sul caso Ottavia vi è un coperchio di silenzio, un anonimato corale, dove tutto il paese coopera nella convinzione omertosa. Ci troviamo di fronte ad un frutto che doveva ancora maturare. La colpa di tutto questo è della nostra cultura e della nostra società piena di vizi. Nella nostra regione manca una cultura civile verso le donne e deve essere subito corretta. Più leggiamo, più siamo informati, più diventiamo persone civili e responsabili”. Antonella G. Musto,esperta in Gender Studies ha descritto gli strumenti giuridici sulle violenze ai minori, quelle domestiche, familiari e quelle armate. Il giornalista Fabio Amendolara, autore del libro “La colpa di Ottavia” ha detto: “ Montemurro si ritiene uno dei paese più colti della Basilicata, basti ricordare Sinisgalli. Nel paese si è persa completamente la memoria di questa ragazza.

Volevamo presentare il libro, ci è stato negato.Troppi casi misteriosi in Basilicata, Ottavia godeva di scarsa reputazione, di Elisa Claps dicono che sia salita da solo nel sottotetto della Trinità e che la poliziotta Anna Esposito si sia ammazzata. La famiglia ha avuto un ruolo negativo su questa vicenda, non sporge neanche querela e la cartella giudiziaria finisce in archivio. Il caso Ottavia viene riaparto dopo il caso Claps, attualmente è arenato”. Le conclusioni affidate al consigliere regionale ed avvocato, Aurelio Pace: “Il concetto di comunità nella nostra regione si sta perdendo. C’è forte richiesta di verità, di coscienza collettiva, di coraggio e responsabilità (me l’aspetto dai magistrati). Al di là del reato, anche il legislatore arriva in ritardo. C’è troppo conformismo e servilismo, lo denunciava già Emanuele Gianturco.Se perdiamo il senso dell’umanità, Ottavia era una bambina in carne ed ossa, tutto rimane sulla carta. La Basilicata siamo tutti noi, cambiamola!”. Il giornalista Gianluigi Laguardia ha proposto al Sindaco di intestare un’area verde ad Ottavia De Luise. Il Sindaco si è fatto garante di questa proposta.