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Ripacandida, 2013-11-12 – Si sono concluse lo scorso 9 novembre le riprese cinematografiche nel piccolo centro del Vulture, del film: “Le Ali del Destino”, una storia tutta lucana, a cura di Cinemart di Roma, che racconta la storia di un valoroso eroe della seconda guerra mondiale, originario di Ripacandida,l’Aviere marescialloVito Sinisi, deceduto in mare nel 1941.Proprio in piazza Vito Sinisi le ultime riprese. Le altre saranno effettuate a Roma, dove c’è una strada intitolata all’eroe di Ripacandida. Gianna Menetti,insieme a Vittorio Viscardi gli sceneggiatori di questo film, sono giunti a Ripacandida, insieme a Paolo Oreto, direttore delle riprese e della fotografia, per completare le riprese di questo film. Sono state girate le scene che riprendevano Vito Sinisi 20 anni che parte per la ferma di leva, a salutarlo don Pasquale, il parroco di Ripacandida ed il Podestà Anastasia.

Il treno fischia e si avvia e Vito saluta dal finestrino, poi si siede, una piccola lacrima esce dai suoi occhi. Vito è la prima volta che si allontana dal paese. Altre scene riprese: Vito con Angela, di cui è innamorata, l’accompagna sotto casa della Zia. Angela appoggia la mano sul battente del portone della casa della zia, come volesse fuggire dalla proposta di Vito, di rivedersi, tentenna nel bussare, si gira verso Vito, sorridendo alla proposta che le è stata appena fatta. Con impulso Vito la prende fra le braccia per darle un bacio, ma lei si divincola e bussa forte sul portone entrando in casa. Vito un po deluso, ma felice per il sorriso ricevuto in risposta, fischiettando si avvia verso casa.L’ultima scena ripresa, la preparazione al matrimonio, Vito è sveglio e canticchia mentre si fa la barba, in cucina la madre prepara la colazione…prepara anche i dolci ed il rosolio, tra poco arriveranno tutti gli ospiti.

La mamma prende uno di quei vecchi ferro da stiro a carbone e stira accuratamente la camicia. Vito prende la camicia e la indossa, l’abbraccia e le da un bacio sulla guancia. Bussano alla porta di casa, Vito corre, apre la porta, sono i primi invitati. Gianna Menetti, la madre era originaria di Ripacandida, entusiasta di questo film, prima di rientrare a Roma, ha riferito: “ringrazio tutti i personaggi di Ripacandida che con passione si sono immedesimati nelle parti del film, che prevede prossimamente le riprese delle scene dove io che scopro la strada a Roma dedicata a Vito, situata sulla Cassia, una zona residenziale. Impersonerò me stessa nella scoperta di un pro-zio (da qui è nato il desiderio di realizzare questo film) e le scene finali, Vito che sale sull’aereo, in sostituzione del suo amico che si sente male. Ho rivisto Ripacandida, mancavo da oltre 20 anni, e la prima cosa che ho desiderato, assaggiare i dolci con la glassa che preparava mio nonno, quando gestiva il bar, a due passi da piazza Vito Sinisi.

La prima proiezione del film la faremo a Ripacandida, prevista, salvo contrattempi, a fine anno, altrimenti per Pasqua, poi a Roma ed infine in America, al museo dell’emigrazione in onore dei tanti ripacandidesi e lucani residenti. Un appunto sulle riprese fatte a Ripacandida, i cani randagi ed i continui rintocchi delle campane della chiesa madre ci hanno fatto ripetere più volte la parte”. Giuseppe Musto, 91 anni da compiere il prossimo 18 novembre, ha conosciuto l’aviere Vito Sinisi ed era presente il giorno del suo funerale: “quando veniva in licenza, come ragazzo ascoltavo i discorsi che Vito faceva con i suoi coetanei, era orgoglioso del lavoro che faceva.

Il giorno del suo funerale, avevo 18 anni, i bambini, ragazzi e giovani,erano tutti vestiti da figli della lupa, balilla, avanguardisti e giovani fascisti”. Luigi Ciccarella, funzionario in pensione, della Prefettura di Potenza, è stato coinvolto anche in una parte del film, non ha conosciuto Vito Sinisi, è nato lo stesso anno in cui morì, ma ha conosciuto un fratello minore,Antonio, insegnante elementare, assunto nel 1942. 

Lorenzo Zolfo

Foto: Ripacandida il cast del film