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Ripacandida – Nella giornata di sabato 16 giugno nella chiesa madre “Santa Maria del Sepolcro” alle ore 19, sotto la guida del  maestro  Di Gironimo  Vincenzo- corno francese, cinque aspiranti bandisti del posto, facenti parte della scuola di musica di Ripacandida, gemellata con il complesso bandistico “G.Orsomando” di Rionero( Lettieri Michele-tromba; Lettieri Rocco- piatti; Musto Michele-tromba; Di Sabato Antonio – tromba; Roselli Gerardo- tromba e Scatorchia Donato – cassa)daranno vita al concerto di Primavera. Sarà un vero e proprio debutto per questi componenti della scuola di musica di Ripacandida, anche se lo scorso 2 giugno, in occasione dell’evento Arcobalonia (nel quale sono giunti nel paese circa 1000 bambini di scuole paritarie), hanno dato già una dimostrazione della loro bravura. Ripacandida ha avuto nel 1920 una banda musicale, composta da 50 elementi, che è stata scelta nel 1925 per dare il benvenuto a Potenza al Re d’Italia Vittorio Emanuele III. La scuola musicale ripacandidese “G.Orsomando” è stata costituita alcuni anni fa con l’obiettivo di far ritornare l’amore per la musica. Dicono gli allievi della scuola musicale ripacandidese, portavoce Franco Varlotta: “Da alcuni anni che svolgiamo scuola di solfeggio e strumento. Ci siamo riproposti di costituire una banda musicale come nel passato, quando negli anni venti Ripacandida ebbe l’onore di costituire il primo complesso bandistico diretto dal maestro Berardino Sebastiano e dopo dal maestro Paolo Maiorana di Cassano Irpino che profuse nell’attività di insegnamento notevole impegno portando il complesso bandistico ad alto livello artistico, con un vasto repertorio operistico. Il complesso ebbe un vasto successo in varie località della Basilicata. Fino agli anni ’70 sopravvisse una piccola banda a Ripacandida grazie all’impegno del M° Giuseppe d’Adamo. Siamo abbastanza convinti di quello che stiamo facendo, dopo tre anni di apprendimento musicale, finalmente possiamo presentare al pubblico quello che siamo capaci di fare. Siamo ben affiatati e continueremo su questa strada, costi quel che costi”.

Lorenzo Zolfo