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Ripacandida (Pz) – Si sa ormai da sempre che nei tanti paesi lucani non si nutre l’attenzione giusta verso il mondo animale. A Ripacandida, piccolo centro del Vulture di poco più di 1500 abitanti, alcuni giorni fa, tra la totale indifferenza, è stato trovato senza vita un cane, vicino al campo sportivo ed in una strada principale è stato investito una faina e nessuno si è fermato per soccorrerli.

Ripacandida il cane lasciato morire senza che nessuno intervenisse
Ripacandida il cane lasciato morire senza che nessuno intervenisse

A raccontare questa storia, Eva Santarsiero che da sempre si batte per la protezione di questi animali: “Questo è accaduto intorno alle 19 circa nel centro abitato del nostro “civile” paese, in via Vittorio Emanuele, presso il panificio Velini! Investita questa creatura è stata lasciata agonizzante sull’asfalto! L’unica a fermarsi, una mia amica,

Antonella Gioiosa, appena ha visto l’animale al centro della strada, disperata, perché nessun numero di competenza le dava soccorso, ha chiamato me! Ore di attesa sotto la pioggia ed il freddo, telefonate a tutti i corpi possibili ed immaginabili, le risposte sono state: “Non è competenza nostra, siamo senza macchina, provi a chiamare tizio, provi a chiamare caio…”, fino a quando è intervenuta la Forestale-Carabinieri di Melfi che, per colpa della strada Oraziana chiusa, ha rallentato l’intervento! Nessuna autorità di Ripacandida allertata è giunta sul posto!

Non è solo omissione di soccorso da parte di chi ha investito questa faina ma c’è da complimentarsi anche con chi ha fatto orecchie da mercante!

RIPACANDIDA-la faina lasciata morire in mezzo alla strada
RIPACANDIDA-la faina lasciata morire in mezzo alla strada

Ormai non ci sono più parole, se non che tutto quello che ha patito questo povero animale, sia ricordato per sempre,da chi poteva,ma non è intervenuto! Sarebbe anche in questa circostanza solo il caso di ricordare che chi ha investito ha l’obbligo del soccorso, ma sarebbe anche il caso di auspicare che chi vede, parli e denunci l’omissione di soccorso che è reato, ma anche atto intollerabile rispetto alla vita stessa ed alla sua dignità.

La sofferenza è uguale per tutti: sia persone che animali ed il dolore e l’agonia non hanno razza o generi di appartenenza. ”