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Ripacandida
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Ripacandida, 2014-02-14 – Il segretario del PD di Ripacandida Gerardo Roselli si è confrontato con una parte degli iscritti sulle motivazione del suo dissenso dall’operato dell’amministrazione e sulle sue dimissioni da segretario. All’incontro non erano in tanti, nonostante tanti iscritti avessero chiesto con insistenza un confronto con il segretario. Ecco quanto ha riferito Roselli: “ Prima di affrontare il delicato dibattito circa le ragioni del mio personale dissenso sulla paradossale situazione politica venutasi a creare sia all’interno del PD che nella compagine amministrativa che governa il nostro Comune è mia intenzione ringraziare il “MIO PARTITO” per il sostegno che nel corso di questi sette anni mi ha dato, ringraziamenti vanno estesi tanto al PD “buono” che a quello “cattivo” anche se in questo momento ho difficoltà a percepirne le ragioni di tali distinzioni.

Con il mio manifesto di “dissenso” di qualche settimana fa era mia intenzione suscitare una riflessione più attenta sullo scenario politico ed amministrativo di Ripacandida, estremamente frammentato ed incerto, che costringe tutti noi a ripensare ruoli, responsabilità ed impegni al solo fine di rilanciare una nuova azione politica nel nostro Comune. A tal proposito non ho avuto il riscontro politico auspicato, ma solo condanne sommarie e offese consone più ad un tribunale d’inquisizione che ad un leale e corretto confronto politico. Di contro il manifesto ha messo in evidenza scenari politici che fino a quel momento non apparivano chiari, accordi sottobanco e azioni punitive contro esponenti del Pd ed altri, pilotate da consulenti politici occulti a cui nulla ha mai importato del programma e del progetto politico messo in campo dal centrosinistra di Ripacandida, ma solo voglia di protagonismo a tutti i costi. Progetto politico non costruito ma utilizzato da chi oggi occupa a spintoni la scena politica di Ripacandida. A tal proposito voglio ricordare che il sindaco Remollino pochi mesi prima delle elezioni tenutesi a maggio 2013 era un perfetto sconosciuto alla nostra collettività e che il risultato elettorale ottenuto è un attestato di fiducia dato non alle sue capacità politiche mai dimostrate, ma a tutte quelle persone che avevano lavorato negli anni precedenti sull’ idea di rinnovamento della classe dirigente e di cambiamento dei metodi politici utilizzati sino a quel momento. Alla segreteria Pd ed al sottoscritto non sono mai importate ne medagli ne poltrone, pur avendone avuta l’occasione, ma una politica basata essenzialmente sulla condivisione di idee e programmi per le quali in tutti questi anni ho sacrificato il mio tempo e i mie affetti più cari.

Principi venuti meno nel corso di questi nove mesi di amministrazione, durante i quali in più occasioni ho tentato, commettendo forse in buona fede anche degli errori, di risolvere i tanti troppi contrasti interni al PD senza mai riuscirvi poiché mentre mi prodigavo a trovare soluzioni tese ad avvicinare differenze di vedute c’era chi lavorava per tutt’altro fine.Nell’ultima riunione ristretta voluta dal Sindaco Remollino si sono evidenziate distanze di vedute non più colmabili e soprattutto si è manifestata una volontà diversa dell’Amministrazione rispetto agli impegni assunti con i nostri elettori. Situazione che con il passare dei giorni è andata sempre più degenerando con malumori crescenti sia nel partito che tra i nostri elettori. Malumori di cui mi sono fatto carico ed espressi nel volantino politico di dissenso in cui ho manifestato la mia personale non condivisione dei metodi utilizzati ed evidenziato la fine di un progetto politico ormai naufragato. In tale circostanza non avendo offeso nessuno non ritengo necessario chiedere scusa tutt’altro, sarebbe doveroso da parte di altri, chiedere scusa al sottoscritto per le offese ricevute.

Le mie dimissioni, irrevocabili, non rappresentano un pentimento rispetto alle cose dette nel manifesto politico ma una conferma di una diverso modo di intendere l’impegno politico, e di una volontà di non voler partecipare ad un progetto politico che non mi appartiene più e che non rappresenta più una mia personale visone della politica. Pur non avendo avuto il riscontro politico auspicato, non è mia intenzione penalizzare o limitare quanto messo in campo dall’attuale Amministrazione Comunale, che legittimamente è chiamata a svolgere il proprio ruolo istituzionale fino in fondo. È tuttavia necessario che all’interno del Partito Democratico di Ripacandida si trovino le motivazioni giuste per rilanciare un novo progetto politico condiviso, che ulteriori frizioni potrebbero avere effetti molto forti sugli equilibri interni alla maggioranza o cosa più grave, generare l’incrinarsi di rapporti d’amicizia di vecchia data che in tale circostanza, e in nessun caso, meritano di essere sacrificati.

Considerando che nei prossimi giorni si avvieranno le consultazioni congressuali per l’elezione dei segretari di circolo sarebbe logico ed opportuno che il PD possa interrogarsi liberamente su quali protagonisti far affidamento per il rilancio di questa nuova fase politica, senza che tutto ciò venga impedito da contrasti interni che appesantirebbero il dibattito finalizzato alla elezione del nuovo segretario e del suo direttivo.Ringrazio quanti, nel corso di questi anni, hanno condiviso, incoraggiato e sostenuto il mio impegno politico”.
Lorenzo Zolfo