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Ripacandida – Salta il Consiglio comunale dello scorso 12 luglio. Era da approvare il Bilancio previsionale per l’esercizio finanziario 2012 ed il bilancio pluriennale 2012-2014. Presenti 11 consiglieri su 13 (assenti i consiglieri di minoranza Chiarito e Martino). Dopo l’approvazione verbali seduta precedente, con la sola astensione dei 4 consiglieri di minoranza. Il Consigliere di maggioranza Aniello Prisco legge una dichiarazione nella quale nei mesi scorsi è rimasto vittima di una vile e brutale aggressione fisica senza ricevere il sostegno dell’amministrazione comunale. Ecco il contenuto di dichiarazione: “sono amareggiato ed anche indignato, vittima di una vile e brutale aggressione fisica per cause inerenti l’incarico da me ricoperto all’interno dell’amministrazione comunale, e per pseudo motivazioni a me del tutto sconosciute, il Sindaco e l’amministrazione comunale, minoranza compresa, non hanno detto una parola per esprimere solidarietà dopo un fatto così grave che si è verificato in pubblico. A distanza di due mesi, non una parola, non un gesto è avvenuto. Ritengo, inoltre, che nel momento in cui si colpisce un rappresentante del consiglio comunale, l’offesa fisica e morale, la si deve intendere come perpatrata nei confronti delle istituzioni stesse. Questo comportamento denota venir meno della fiducia e del rispetto, e verso la mia persona e verso la carica da me ricoperta, dando così adito a una mia approfondita riflessione in merito all’accaduto dalla quale emergerà una mia siccessiva decisione”. Questa dichiarazione viene consegnata al Sindaco ed il consigliere Prisco abbandona l’aula. Il Sindaco Annunziata, rimasto spiazzato, riferisce: “dopo l’intervento di un consigliere,buona regola è ascoltare gli altri”. L’impressione avuta dalla maggioranza è stato questo: “ l’intervento del consigliere comunale Prisco è stato pretestuoso e solo per arrecare “tolgo il disturbo”, visto che l’argomento sulle Violenze era uno dei punti da trattare subito dopo.A questo punto i consiglieri di minoranza chiedono di discutere su questo argomento, alla risposta negativa, abbandonano l’aula lasciando solo 6 consiglieri, meno della metà. Il segretario constatando dopo 15′ la mancanza del numero legale, dichiara nullo il consiglio comunale che in 2^ convocazione è indetto il prossimo 16 luglio alle ore 9. La minoranza composta dai consiglieri Lettieri, Rondinella, Musto e Lepellere ha rilasciato allo scrivente questa dichiarazione: “ avevamo intenzione di discutere tutti i punti all’o.d.g., ma la dichiarazione letta dal capogruppo di maggioranza, Aniello Prisco ha rimescolato le carte, facendo sì che il numero legale e soprattutto politico venisse a mancare per poter svolgere il consiglio comunale. Esprimiamo piena solidarietà a quanto accaduto al consigliere Prisco”. La crisi politica si avverte in qusto paese, anche se dal punto di vista economico le casse comunali non piangono, godono di buona salute. Chi vuole veramente questa crisi, a pochi mesi dalla sua scadenza naturale?

Lorenzo Zolfo