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Ripacandida – La più giovane tra le rappresentazioni del Sacro del Vulture-Melfese, giunta alla quinta edizione,ha aperto il ciclo dei riti delle Sacre Rappresentazioni Lucane della Passione di Cristo lo scorso 1 aprile. A promuovere questa iniziativa le associazioni, Arcadia di Rionero, presieduta da Cristian Strazza e Papyrus di Ripacandida,presieduta da Edem Corella, in collaborazione con il Comune di Ripacandida. Con partenza dalla palestra comunale, ci sono voluti circa tre ore per percorrere le strade principali del paese, alla presenza di tanta gente, non solo di Ripacandida ma anche dei centri limitrofi. Telenorba ha ripreso alcune principali scene di questa rappresentazione. Tra le novità di quest’anno, il processo a Gesù. “Seppur giovane-riferiscono gli organizzatori- meticolosa è stata la scelta degli abiti,tutte fedeli riproduzioni dell’epoca, dei figuranti scelti
In base alla giusta e reale età dei personaggi originali, dei luoghi e delle strade da attraversare per rendere il più suggestivo possibile la riproduzione. Con partenza dalle scuole, un centinaio di personaggi hanno attraversato i vicoli più caratteristici di Ripacandida, riproponendo le fasi salienti della Passione con le tre cadute, dove i personaggi evangelici, come la Veronica e la Madonna incontrano Gesù, ad ognuna di queste cadute è forte l’interpretazione dei personaggi che si lascia andare a forme di devozione piangendo e immedesimando realmente in quello che è il proprio ruolo. In questa Sacra Rappresentazione spiccano in particolare la presenza del Moro e del Moretto, sono originari della tradizione albanese e all’attacco dei turchi agli albanesi stessi, quindi le diverse culture e tradizioni; la durezza del Centurione nei confronti del Cristo, l’errare di Giuda inseguito da Satana che ne rivendica l’anima dopo averlo costretto a tradire Gesù. La Zingara che ad ogni caduta irride il Cristo gettando ceci e confetti, in segno di disprezzo e di gioia per quello che sta vivendo.
La dolcezza di una Madonna sofferente, che abbracciata a San Giovanni, scalza, durante l’intero percorso con il capo chino e un volto segnato dal dolore, seguita il Cristo con la Croce. La sfilata si conclude con la crocifissione in piazza San Pio, forte è la rappresentazione della disperazione di Giuda, che prima cerca di ritrattare la vendita di Cristo con il Sinedrio e poi tradito anche da Satana, dopo una forte colluttazione lo strangola con un cappio e lo lascia a terra. Emozionante l’interpretazione di Gesù, struggente il pianto di Maria, segno della grande devozione dei figuranti nei confronti dell’evento”. Il backstage, trucco scenografico e simbolo romano è stato a cura di Maria Virna Grieco, l’audio: Simone Archetti. Si ringrazia la pro-loco di Rionero per la collaborazione.
Lorenzo Zolfo

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