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Rionero in Vulture – Nell’atrio del palazzo Giustino Fortunato si sta svolgendo un due giorni su un argomento di estema attualità: “Uscire dalla crisi umanizzando l’umanità”. A promuoverlo il centro Gramsci di Educazione, presieduto dal presidente, prof. Delfino. Del direttivo nazionale fa parte anche il dott. Carlo Cardillicchio di Rionero in Vulture, che riveste la carica di vice-presidente, responsabile della sezione Pdci .A fungere da moderatore, Ada Di Donno, della segreteria nazionale: “oggi vogliamo dare delle spiegazioni su questa profonda crisi che attanaglia l’Italia. E’ co noi il prof. Delfino, che succede a Mario Geymonat che lascia un grande patrimonio di cultura e di umanità in eredità non solo a noi del Centro Gramsci ma anche al movimento operaio, alle masse lavoratrici, ai popoli che lottano per la pace e per la democrazia proletaria, neo presidente nazionale del C.G.E., Docente di Antropologia all’Università di Bari, conosciuto anche come l’autore del famosissimo libro: “L’Uomo creò la Sindone”. Il prof. Delfino ha riferito: “mi fa piacere di assumere una responsabilità più grande delle mie capacità. Il mio compito è fungere da sintesi. Al ricordo del mio predecessore, vorrei solidarizzare con i terremotati dell’Emilia Romagna”. Hanno portato il loro contributo Giovanni barozzino e Salvatore Bochicchio, esponenti della classe operaia. Barozzino, dipendente della Sata di San Nicola di Melfi, in merito alla situazione di crisi economica e sociale che investe l’Italia ha detto: “questa crisi, voluta e gestita dai poteri forti che non conosciamo, determina una situazione disastrosa sul piano economico e sociale. Ogni giorno “pezzi” importanti vengono sradicati. Mi hanno insegnato che in democrazia si dice anche no. Ogni giorno, purtroppo, mi giungono telefonate da lavoratori della Sata di Melfi che si lamentano per le condizioni di lavoro, è come se la democrazia, i diritti e la libertà vengono calpestati. Si parla tanto dell’articolo 18 e di riformismo, ho avuto la fortuna di conoscere il Ministro del lavoro, Fornero, la mia prima impressione è che i nostri governanti ci vogliono far passare l’idea che lo spread è una conseguenza natuale! Ci sentiamo dire che in italia abbiamo vissuto al di sopra delle proprie possibilità, come è possibile vivere con mille euro al mese? Ho serie difficoltà che è difficile combattere questi poteri forti! Solo attraverso l’unità si esce fuori, mettendo da parte gli egoismi”. Salvatore Bochicchio, quarantenne in mobilità, ha esposto una maglietta dal titolo significato: “basta promesse…vogliamo certezze, ex lavoratori Cutolo Rionero” ed ha fatto una dettagliata analisi di questa crisi: “era il 14 luglio di 223 anni fa, quano a parigi, al grido lbertè, egalitè e fraternitè le masse popolari entrarono in possesso della Bastiglia, simbolo dell’ancien Règime che si fondava sulla legalità del rpivilegio, che assicurava a classi minoritarie di esercitare un potere straordinario e di affermare una supremazia tanto potente quanto ingiusta. Dopo oltre due secoli siamo qui ancora ad interrogarci se quei principi rivoluzionari, ispiratori di un’idea di giustizia e di civiltà, siano stati adeguatamente realizzati o,se piuttosto, siano stati manipolati a favore delle classi che detengono i mezzi di produzione, a cominciare dai detentori del capitale. I mezzi di informazione da tempo hanno avviato un’azione di destrutturazione del concetto di classe,frantumando i legami sociali dell’appartenenza e della solidarietà, lasciando primeggiare l’individualismo, l’atomismo e lo sfrenato edonismo. Quello che vorrei provare ad affermare come lavoratore è che la cultura capitalistica ci ha cambiati dentro, ci ha tutti un po’ imborghesiti, ci ha offuscato il senso vero dei valori di riferimento. All’interno della stessa classe operaia si creano fronti contrapposti. L’ultimo consiglio dell’Unione europea ha confermato la profondità dei contrasti intermonopolisti, il sostanziale asservimento a Wall Street, i crescenti pericoli di guerra e la volontà di spremere i lavoratori e le Nazioni più deboli. La Nuova Europa additata dal Centro gramsci ha bisogno della lotta del fronte Democratico diretto della classe operaia. Parliamone ancora prestando molta attenzione ai futuri sviluppi.” Il Sindaco, Antonio Placido, nel portare i saluti, ha detto: “è vero che stanno venendo meno il ruolo delle autonomie locali, dobbiamo cominciare a mettere in campo tutti i tentativi per fronteggiare questi momenti di forte crisi istituzionale, sociale ed occupazionale. Quanto sta accadendo non è un evento naturale, ma ci sono grandi agenzie che minano l’economia, i diritti e la difesa della stessa Costituzione Italiana. Viviamo una crisi sociale acuta, bisogna ripartire da questo per recuperare forze sociali e politiche e per ritessere quel cammino intrapreso dopo la Rivoluzione Francese. Mi auguro che la sinistra superi una serie di divisioni e ritrovi l’unità”. E’ seguito un dibattito. Nel pomeriggio diretta in videoconferenza con JosèReinaldo Carvalho,responsabile del portale Vermelho, segreteria del PcdoB. Il convegno riprenderà domenica 15 alle 9 con una seduta aperta della presidenza allargata del CGE per un confronto conclusivo dal titolo: “non il profitto, ma la ricerca del massimo profitto, la povertà e la limitazione di consumo delle masse sono le fondamentali radici delle crisi generali del capitalismo”.

Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono un momento dell’incontro al palazzo Giustino Fortunato