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Rionero in Vulture – Nell’ambito della rassegna “Vulcanica”, è stato presentato il primo libro di poesie di Francesca Romano dal titolo “Raccolti di Fiori”. Il percorso dall’atrio al chiostro è stato coste lato da una serie di quadri della scrittrice, che come tema hanno il sogno. Sono state recitate 5 poesie, dall’attrice Eva Maesa, di Roma (voce scenica). Dei ballerini della scuola di danza Giselle di Venosa, diretta da Giusy Carella, hanno accompagnato la lettura con passi a due sotto le note di sonate per pianoforte di Satie, Chopin, Debussy, Lizst a chiudere con “Il valzer dei fiori” tratto dallo Schiaccianoci di Chaikovskij. Le poesie “Raccolti di Fiori” sono state commentate da relatori d’eccezione, il Sindaco di Rionero, Antonio Placido, il Dott. Raffaele Irenze, Scrittore e critico d’arte, il dott. VIto Viglioglia, poeta, il dott.Massimo Pallottino, scrittore. “In Raccolti di fiori. ha riferito Francesca Romano- c’è la passione e il tormento, volute di fumo che disegnano quadri incomprensibili alla mente, metafore di emozioni, frammenti di dialogo, schegge impazzite di memoria.Ho cominciato a scrivere senza una vera ragione, senza una meta, lasciando che il mio cuore fosse il letto di un fiume dove lasciar scorrere pensieri ed emozioni.Non amo la rima, nè le lunghe liriche, sono una che preferisce la parola pura, scarna essenziale.Vorrei che le mie parole fossero come delle piccole pietre che andassero a colpire i miei lettori come lanciate da una fionda tesa fino allo spasimo, alla sola tensione emotiva. Niente orpelli, a volte i suoni possono rassomigliare a parole e per quello e solo per quello me ne servo.Non amo la punteggiatura nella sua regolarità, preferisco sperimentare punti e virgole a mò di sospiri del cuore. Quando seppi che Alda Merini aveva selezionato una delle mie poesie per un’antologia di poeti emergenti, non scrissi per un mese”. Il Sindaco Antonio Placido ha apprezzato l’opera di Romano: “ pur non conoscendo il genere poetico penso che la poesia ha il potere di suscitare emozioni. Ha una sua presa fatta di significato e senso, grazie alle parole che si utilizzano. Queste poesie contengono suggestioni, frammenti e testimonianze di una ragazza di 30 anni e della sua generazione. E’ la fotografia della sua esperienza tradotta in versi. Viene fuori un’immagine di una generazione disincantata, ma non cinica, che continua a pensare, nonostante una realtà precaria”. Raffaele Irenze ha aggiunto: “In Italia la poesia viene letta solo dal 5% della popolazione, un dato preoccupante. Le poesie si Francesca sono parole che si rincorrono e si scontrano”. Il dott. Pallottino ha rivolto una serie di domande all’autrice del libro, tra queste quali sono stati i poeti ispiratori. La risposta non si è fatta attendere: “Ungaretti, Alda Merini e Giacomo Leopardi, perché oltre la siepe penso sempre di trovare qualcosa”. A chiudere gli interventi, Vito Viglioglia: “una poesia compiuta, matura e consapevole quella di Francesca. Una poesia che rinasce da un’alba per rifiorire in una nuova luce”.
Lorenzo Zolfo