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D'Angelo vinitaly
D’Angelo vinitaly

Rionero in Vulture (PZ) – Casa Vinicola D’Angelo è tornata dal Vinitaly 2017 con un volto sempre più internazionale. La più antica cantina di Rionero in Vulture durante una delle fiere enologiche più importanti del mondo si è imposta all’attenzione dei grandi buyer internazionali, sempre più attratti dalla qualità dei vini di Basilicata ed in particolare dall’Aglianico del Vulture. Conferme dai mercati europei e americani, sbarco definitivo in quello asiatico in importanti realtà commerciali come quello cinese, giapponese e coreano. “Quel che ci ha aiutato ad andare oltreoceano – riferisce il giovane titolare Rocco D’Angelo – sono i prestigiosi riconoscimenti che i nostri vini hanno ottenuto a livello internazionale su importanti ed accreditate riviste di settore come Wine Spectator e Galloni.

Questo conferma che il gusto internazionale, seppur ammaliato temporaneamente da vini più ruffiani, alla lunga resta sempre fedele a realtà più tradizionali legate ai vitigni autoctoni.

La nostra cantina – continua Rocco – non ha mai ceduto alle mode del momento e questo ci ha permesso di aumentare l’interesse a livello internazionale del marchio Aglianico del Vulture e, non a caso, durante la fiera veronese abbiamo avuto importanti conferme”.

Oltre 100 le bottiglie stappate delle otto etichette della storica cantina rionerese. Forte interesse è stato registrato dall’ultimo nato in Casa D’Angelo: “Tecum”. “Siamo felicissimi che questa nuova etichetta abbia riscontrato un forte gradimento dal pubblico del Vinitaly”.

A riferirlo è Erminia D’Angelo, co-titolare della Casa Vinicola, che ha aggiunto: “per noi la fiera di Verona è stato un banco di prova importante poiché sappiamo che entrare nel mercato con una nuova etichetta è sempre molto difficile.

L’Aglianico del Vulture però ormai è simbolo di garanzia grazie anche al lavoro di rete che noi produttori e istituzioni stiamo portando avanti da diversi anni per questo marchio. Su questo però – conclude Erminia – non ci dobbiamo cullare, anzi, questa attenzione internazionale deve essere uno stimolo a fare sempre meglio”.