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Rionero in vulture – Il 25 agosto alle ore 18.00 presso il palazzo Giustino Fortunato di Rionero, nell’ambito della rassegna “Vulcanica”, si terrà la presentazione del primo libro di poesie di Francesca Romano dal titolo “Raccolti di Fiori”. Il percorso dall’atrio al chiostro sarà costellato da una serie di quadri della scrittrice, che come tema hanno il sogno, Sullo sfondo ameno del chiostro del palazzo Fortunato illuminato da candele, verranno recitate 5 poesie, dall’attrice Eva Maesa, di Roma ei ballerini della scuola di danza Giselle di Venosa, accompagneranno la lettura con passi a due sotto le note di sonate per pianoforte di Satie, Chopin, Debussy, Lizst a chiudere con “Il valzer dei fiori” tratto dallo Schiaccianoci di Chaikovskij. Le poesie saranno commentate da relatori d’eccezione, il Sindaco di Rionero, Antonio Placido, il Dott. Raffaele Irenze, Scrittore e critico d’arte, il dott. VIto Viglioglia, poeta, il dott.Massimo Pallottino, scrittore. Modererà il dibattito e gli interventi il Prof. Francesco Calabrese, docente di Letteratura Italiana. Avvicinata la intraprendente ragazza rionerese, la mamma Rosanna di Ginestra ed il papà originario di Maschito, ha spiegato i motivi di questa sua passione: “Mi sono innamorata della poesia così come ci si innamora di un uomo cupo, umbratile, mai semplice. La poesia mi è entrata nelle vene da sola, senza che io la cercassi, è partita direttamente dal cuore per passeggiare lungo tutto il mio sangue e prorompere, come fiotto, fuori dalla penna, sul foglio immacolato.In Raccolti di fiori c’è la passione e il tormento, volute di fumo che disegnano quadri incomprensibili alla mente, metafore di emozioni, frammenti di dialogo, schegge impazzite di memoria.Ho cominciato a scrivere senza una vera ragione, senza una meta, lasciando che il mio cuore fosse il letto di un fiume dove lasciar scorrere pensieri ed emozioni.Non amo la rima, nè le lunghe liriche, sono una che preferisce la parola pura, scarna essenziale.Vorrei che le mie parole fossero come delle piccole pietre che andassero a colpire i miei lettori come lanciate da una fionda tesa fino allo spasimo, alla sola tensione emotiva. Niente orpelli, a volte i suoni possono rassomigliare a parole e per quello e solo per quello me ne servo.Non amo la punteggiatura nella sua regolarità, preferisco sperimentare punti e virgole a mò di sospiri del cuore. Quando seppi che Alda Merini aveva selezionato una delle mie poesie per un’antologia di poeti emergenti, non scrissi per un mese”. Francesca ama anche la pittura, ha già esposto i suoi quadri e saranno esposti anche durante questo evento di Rionero ( la mostra di pittura dal titolo: “Primi sogni”) “Amo la pittura, perchè a volte può esser più feroce della parola, perchè può lasciar intendere,perchè ha quel delizioso residuo di ambiguità che la gente chiama “interpretazione personale”.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendonola copertina del suo libro”Raccolti di fiori”ed alcuni suoi capolavori di pittura.