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Rionero-intervento di Antonio Masini con la presidente Cervellino e Pinto
Rionero-intervento di Antonio Masini con la presidente Cervellino e Pinto

Rionero in Vulture – Presso la biblioteca del palazzo Giustino Fortunato, l’ Unitre del centro fortunatiano, presieduta dalla prof.ssa Giuseppina Cervellino, ha organizzato una serata di arte, incontrando l’artista Antonio Masini, pittore, scultore e grafico, dove in ogni parte del mondo, ha lasciato la sua impronta. A presentare l’artista, la prof.ssa Cervellino: ” Masini, una pietra miliare lucano, di conoscenza mondiale, le sue opere esposte in ogni parte del mondo, dal Brasile, al Canada, dalla Cina all’Australia.

I suoi capolavori sono pieni di corporeità e fisicità. Nasce a Calvello, è un lucano verace. Si avvicina a Carlo Levi con le sue opere che descrivono il mondo contadino ed alla scrittrice A.M.Fusco, che parlano tanto di corpo e parole.Intenso è stato il suo rapporto con Sinisgalli negli anni ’70, prossimamente esporrà una mostra a Bologna.

La classicità è un humus che penetra profondamente nel substrato delle sue opere.Si evidenzia la ricerca dello spazio-vuoto nelle sue pitture, piene di creatività, vissute con carica emozionale. La sua è un’arte pratica e sociale.L’ultimo Masini ritorna all’immaginazione. Masini realizza un’opera anche nella nostra cittadina, per Rosita Melo, scrittrice ed artista. Caro Antonio ti auguriamo ancora tanta fortuna”. Maria Pinto, amministratore comunale dopo aver portato i saluti dell’intero consiglio comunale, ha aggiunto: “la poliedricità delle forme,materie e valori vengono messe in evidenza da questo nostro artista lucano.

Rionero una delle opere del Masini vita contadina del 1960
Rionero una delle opere del Masini vita contadina del 1960

Attraverso le sue opere ha ridato al genere femminile più dignità.Rimarrano una fonte utile per le nuove generazioni”. Antonio Masini ha concluso gli interventi: ” l’uomo è ciò che pensa e grazie a questo siamo legati al passato ed al presente. Abbiamo il dono di vedere le cosa dall’alto, a volo di uccello.

La classicità l’abbiamo nel nostro DNA, è una seconda natura. Un artista che vuole realizzare un capolavoro, prima distrugge il materiale che ha a disposizione per poi dargli una nuova forma”. E’ seguita la proiezione di alcuni dei suoi capolavori.