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In merito al “Piano di dimensionamento scolastico” varato a suo tempo dal Ministro Gelmini, con la legge 111 del 2011, e alla recente sentenza della Corte costituzionale che di fatto ne annulla l’applicazione, l’Assessore all’Istruzione del Comune di Rionero in Vulture  Paola D’Antonio esprime il proprio parere favorevole a quanto deciso dalla Suprema Corte. “ prendo atto con grande soddisfazione della sentenza con la quale la Corte costituzionale ha, di fatto, annullato (su istanza di diverse Regioni tra cui anche la Basilicata ) la legge 111/2011 sul dimensionamento della rete scolastica, riportando al limite minimo dei cinquecento alunni la conservazione dell’autonomia da parte delle istituzioni scolastiche. In Particolare decreta l’incostituzionalità dei comma 4 e 5 dell’art. 19 della suddetta legge.

L’art. 19, comma 4, oggi in discussione  contiene due previsioni, strettamente connesse: l’obbligatoria ed immediata costituzione di istituti comprensivi, mediante l’aggregazione della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche costituite separatamente, e la definizione della soglia numerica di 1.000 alunni che gli istituti comprensivi devono raggiungere per acquisire l’autonomia; soglia ridotta a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Si tratta, quindi, di una norma che regola la rete scolastica e il dimensionamento degli istituti. La disposizione censurata mostra, anzitutto, un certo margine di ambiguità perché, mentre impone l’aggregazione delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, in istituti comprensivi, non esclude la possibilità di soppressioni pure e semplici, cioè di soppressioni che non prevedano contestuali aggregazioni. Ma, comunque, anche volendo disattendere questa possibile lettura, è indubbio che la disposizione in esame incide direttamente sulla rete scolastica e sul dimensionamento degli istituti, materia che, secondo la giurisprudenza di questa Corte (sentenze n. 200 del 2009, n. 235 del 2010 e n. 92 del 2011), non può ricondursi nell’ambito delle norme generali sull’istruzione e va, invece, ricompresa nella competenza concorrente relativa all’istruzione; la sentenza n. 200 del 2009 rileva, in proposito, che «il dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche» è «ambito che deve ritenersi di spettanza regionale». Trattandosi di ambito di competenza concorrente, allo Stato spetta soltanto di determinare i principi fondamentali, e la norma in questione non può esserne espressione.

L’art. 19, comma 4, infatti, precisa l’Assessore D’Antonio “pur richiamandosi ad una finalità di «continuità didattica in realtà non dispone sulla didattica: esso, anche con questa sua prima previsione, realizza un ridimensionamento della rete scolastica al fine di conseguire una riduzione della spesa, come, del resto, L’aggregazione negli istituti comprensivi, unitamente alla fissazione della soglia rigida di 1.000 alunni, conduce al risultato di ridurre le strutture amministrative scolastiche ed il personale operante all’interno delle medesime, con evidenti obiettivi di risparmio; ma, in tal modo, essa si risolve in un intervento di dettaglio, da parte dello Stato, in una sfera che, viceversa, deve rimanere affidata alla competenza regionale.

Il carattere di intervento di dettaglio nel dimensionamento della rete scolastica emerge, con ancor maggiore evidenza, dalla seconda parte del comma 4, relativa alla soglia minima di alunni che gli istituti comprensivi devono raggiungere per ottenere l’autonomia: in tal modo lo Stato stabilisce alcune soglie rigide le quali escludono in toto le Regioni da qualsiasi possibilità di decisione, imponendo un dato numerico preciso sul quale le Regioni non possono in alcun modo interloquire. Nella  sentenza n. 200 del 2009 della Corte Costituzionale si precisa che «la preordinazione dei criteri volti all’attuazione del dimensionamento» delle istituzioni scolastiche «ha una diretta e immediata incidenza su situazioni strettamente legate alle varie realtà territoriali e alle connesse esigenze socio-economiche di ciascun territorio, che ben possono e devono essere apprezzate in sede regionale, con la precisazione che non possono venire in rilievo aspetti che ridondino sulla qualità dell’offerta formativa e, dunque, sulla didattica».

“Queste considerazioni – aggiunge l’Assessore Paola D’Antonio- hanno difatto creato nel comune di Rionero i Vulture la definizione di un piano che cosi concepito può mettere in seria crisi l’eccellenze che si sono sempre palesate nelle istituzioni scolastiche rioneresi; numerose le dimostranze che la Giunta Comunale e l’intero Consiglio presieduto dal Presidente Maria Pinto hanno manifestato al MIUR, agli Uffici Regionali Scolastici ed al Consiglio regionale della Basilicata; una discussione  aperta anche dal consiglio Comunale di Rionero inVulture che nella seduta del 22 febbraio 2012 ha chiesto uno slittamento dell’attuazione del Piano all’a.s. 2013-2014 in modo da attivare una serie di accorgimenti per poter consentire la presenza di idonee condizioni di adeguatezza funzionale e logistica delle strutture scolastiche ed assicurare adeguai livelli di qualità dell’offerta formativa.”

Il Consiglio regionale ha ascoltato tale istanza ed ha espresso un ordine del giorno in cui “si fa voti al MIUR affinche valuti la richiesta del  comune di Rionero i Vulture concordando i tempi e le modalità di attuazione del piano”; tale istanza è stata piu volte segnalata nella sua importanza e fondatezza agli Uffici Regionali, senza ricevere formale parere .

Ad oggi la sentenza della Corte Costituzionale pare suffragare nella piena sostanza le osservazioni e richieste anticipate gia qualche mese fa dalle Istituzioni Comunali.

Manifestiamo quindi piena soddisfazione dall’avere espresso, in tempi non sospetti, tutte le nostre perplessità, in qualità di amministratori locali , sul contenuto e sul merito nell’applicazione della legge, avanzando la proposta di differirne l’applicazione sul territorio proprio in vista di un eventuale pronunciamento negativo alla legge da parte della Suprema Corte.

Esprimiamo quindi piena fiducia a che vengano accolte le nostre istanze previste per l’a.s. 2012-2013.

Prof paola d’antonio

Assessore Pubblica Istruzione

Rionero in Vulture