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Lavoro socialmente utileRionero in Vulture, 2013-07-10 – Fino allo scorso 30 giugno Il governo regionale aveva approvato un disegno di legge che garantiva la prosecuzione del programma regionale di contrasto delle condizioni di povertà e di esclusione sociale, noto come Copes. Presso il centro sociale di Rionero in Vulture, questi lavoratori Copes di Rionero, Ripacandida e Ginestra si sono incontrati settimanalmente per esaminare questa situazione di disagio ed hanno redatto un documento nel quale si chiede una proroga del progetto Copes ed inviato al Dipartimento Formazione, Cultura, Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale della Regione Basilicata. Ecco il contenuto di questa richiesta: “ Noi cittadini del progetto Copes, impegnati nel seminario formativo presso la Biblioteca G.Fortunato di Rionero in Vulture fino a tutto giugno, mese nel quale percepiremo l’ultimo assegno assicurativo previsto dal progetto stesso.

Essendo più che consapevoli che, da questo momento in poi, tale entrata verrà per noi a mancare, Vi chiediamo di reperire nuove risorse che consentano di finanziare una proroga del progetto fino a dicembre 2013. La proroga consentirebbe di raggiungere una tranquillità almeno economica, in quanto tali assegni rappresentano l’unica fonte di reddito e quindi di sostentamento. Tutti dovremmo avere un lavoro stabile che garantisca la dignità e libertà, ma siamo ben coscienti del fatto che la situazione economica-lavorativa in cui versa l’intero Paese prima e la Regione Basilicata poi, non è delle più rosee. Inoltre a tale difficoltà si aggiunge il fatto che molti di noi avendo un’età avanzata, sono fortemente penalizzati nella ricerca di occupazione. La nostra è dunque una situazione di estrema criticità ma, non volendo dilungarci oltre e non sapendo con precisione a chi indirizzare tale richiesta, data la situazione attuale che attraversa la nostra Regione, restiamo in attesa per un incontro con uno o più soggetti politici-regionali che vogliono mostrare interesse per la nostra causa”. Seguono 23 firme.

Lorenzo Zolfo