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Siamo alla 484.ma edizione. La rievocazione storica della Pentecoste di Melfi è tra le più antiche della tradizione del meridione d’Italia,ed è l’unica manifestazione che si celebra in onore dello Spirito Santo. E’un evento che si ripropone ogni anno, in forma diversa,nel giorno della Pentecoste.La testimonianza più remota,ad oggi,afferma lo storico Navazio,è la lettera inviata dal Governatore Orazio della Torre,genovese, al Principe DORIA il 20/05/1674 in cui descrive:”Il mio arrivo in Melfi essendo seguito domenica prossima passata cioè a dire nel primo giorno di Pentecoste..…..entrai per la Porta di Calcinaia passando sempre in mezzo di festoni di rami e verzure a usanza del paese…”.La rievocazione riguarda i fatti accaduti il 23 Marzo 1528,anno in cui vi era un conflitto in armi tra i francesi di Francesco I e gli spagnoli di Carlo V per il dominio del regno di Napoli. In quel giorno,giorno di Pasqua passata alla storia come “La Pasqua di sangue”furono trucidati più di tremila melfitani tra popolani e soldati ad opera dell’esercito francese al comando di ODET de FOIX Visconte di Lautrec,maresciallo di Francia. La difesa di Melfi fu guidata dal Principe Giovanni III Caracciolo.La storia tramandata racconta le gesta del boscaiolo “Ronca Battista” che con la sua roncola fece strage dei francesi fino alla sua sopraffazione.La figura di questo melfitano sfociò negli ambiti della leggenda. Il mito si fece memoria,la memoria si trasfigurò inreiterazione orale,che scavalcò secoli e conflitti,tempo e spazio per divenire evento.
Il Presidente Pro Loco Tommaso Bufano