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oli vegetaliPotenza – Si chiama Recoil (RECovered waste cooking OIL for combined heat and power production, Olio vegetale esausto recuperato per la produzione combinata di energia elettrica e termica) il progetto di Legambiente cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+ partito nel 2011 e che si occupa di raccolta oli vegetali esausti porta a porta. Il proposito è di educare i cittadini sull’importanza della raccolta dell’olio vegetale usato e preparare e formare invece i tecnici comunali nella gestione del sistema di raccolta. È necessario chiarire che lo sversamento di olio usato, sia in fognatura che nel suolo, rende meno efficace il processo di depurazione delle acque creando così un velo sulla superficie che impedisce il naturale scambio di ossigeno tra l’acqua e l’aria con gravi conseguenze sugli ecosistemi. Se invece l’olio usato viene bruciato immette nell’atmosfera sostanze altamente inquinanti in grado di causare malattie e intossicazioni. In Italia non è ancora largamente diffuso il fenomeno di raccolta domestica di oli vegetali ma con la realizzazione di una filiera sarà possibile recuperare questo tipo di rifiuto alimentare pericoloso per trasformarlo e riutilizzarlo come combustibile. Per poter dare nuova vita all’olio esausto occorre trattarlo meccanicamente attraverso filtri e centrifughe che lo liberano da acqua e cibo, dell’olio vecchio “non si getta via nulla”, ad esempio con 100 kg di olio usato si possono ottenere 65 kg di olio base rigenerato e 20/25 grammi di gasolio e bitume. Il 25% delle basi lubrificanti sono costituite da basi rigenerate. Ma l’olio può essere utilizzato anche come combustibile grazie al suo alto potere calorifero pari a 9.500 kcal/kg.

Nel caso in cui l’olio esausto dovesse risultare troppo contaminato, non potrà essere né rigenerato né tanto meno riutilizzato come combustibile, a questo punto viene eliminato attraverso un processo di termodistruzione. Gli Enti che in Italia si occupano di riciclo oli sono principalmente due, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Esausti (COOU) e il Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli e grassi vegetali e animali Esausti (C.O.N.O.E.); il primo si occupa dello smaltimento di oli lubrificanti usati e ovviamente del loro conseguente smaltimento, i secondi trattano invece oli e grassi esausti di tipo alimentare e, anche in questo caso, del loro relativo smaltimento e riuso. Ma altre importanti mansioni spettano a questi due consorzi, sono loro che nella maggior parte dei casi si occupano di raccolta, trasporto e stoccaggio e sempre loro che svolgono indagini di mercato, studi di settore e iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica con l’obiettivo di migliorare tutte le fasi di smaltimento, dalla raccolta al loro utilizzo finale. I dati forniti da entrambi i consorzi indicano una buona risposta e tanta sensibilizzazione da parte di aziende e cittadini; il COOU ad esempio in una stima del 2013 ha raccolto 171 mila tonnellate di oli lubrificanti esausti che hanno permesso di produrre 105 mila tonnellate di basi lubrificanti rigenerate, confermando così il primo posto dell’Italia nel settore del riciclo dei lubrificanti usati tramite rigenerazione. Il C.O.N.O.E. invece raccoglie mediamente 1.400.000 tonnellate delle quali 280.000 tonnellate diventano rifiuto. Dalla ristorazione provengono 70.000 tonnellate annue di cui 50.000 tonnellate raccolte dal Consorzio, residuano nell’industria alimentare 60.000 tonnellate a fronte delle 150.000 delle utenze domestiche.

La raccolta di oli vegetali esausti della Legambiente Basilicata

In un solo quartiere raccolti 60 litri

La raccolta degli oli sia di tipo vegetale che di tipo industriale sta prendendo sempre più piede, anche nelle nostre realtà cittadine. Legambiente Basilicata Onlus, in collaborazione con ALCO Italia S.N.C. di Copertino s. & C. ha organizzato il 10 gennaio 2015 a Potenza presso il Parco dell’Europa Unita una raccolta di oli vegetali esausti ottenendo un ottimo risultato, oltre 60 litri di oli esausti di tipo vegetale. Gli oli vegetali esausti sono quelli derivanti dai processi di cottura o impiegati nella conservazione dei cibi (residui da padelle e friggitrici, fondi dei vasetti di conserve). Nella maggior parte dei casi questi vengono buttati nel lavandino, creando inconsapevolmente molti danni all’ambiente. Gli oli vegetali esausti, infatti, così smaltiti intasano le reti fognarie con conseguenti costi di manutenzione, aumentano il costo per la depurazione delle acque a carico dei cittadini, inquinano le falde e le acque superficiali (laghi, fiumi, mare) con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Basti pensare che 1 kg di olio in uno specchio d’acqua forma uno strato di pellicola grande quanto a un campo da calcio che impedisce agli esseri viventi di respirare. Gli oli vegetali esausti se smaltiti nel modo corretto, invece – vanno infatti raccolti e conferiti all’Isola ecologica che a Potenza è sita in via del Gallitello n.2 (aperta tutti i giorni escluso i festivi dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30) – possono essere riciclati e trasformati in lubrificanti, biodiesel (biocarburante a basso impatto ambientale), tensioattivi, saponi, ecc. 1 litro di olio di frittura riciclato equivale infatti a 1 litro di biodiesel con un’ingente riduzione di CO2 e polveri sottili. Questa prima esperienza pilota è stata condotta in uno dei quartieri più popolosi della città, Rione Poggio Tre Galli, attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione partita circa un mese prima della raccolta. Il periodo scelto è stato quello a cavallo delle festività natalizie, in quanto il periodo dove la produzione di questo tipo di oli è molto elevata.

L’esperienza fatta, vista la buone risposta dei cittadini, sarà sicuramente replicata, coinvolgendo di volta in volta altri quartieri.