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Rapolla Fiorella Paradiso con colleghi
Rapolla Fiorella Paradiso con colleghi

Rapolla (PZ), 2014-08-30 – Fiorella Paradiso di Rapolla, laureata nel 2012 in Viticoltura ed Enologia presso l’Università degli studi della Basilicata, si mostra orgogliosa di esaltare le qualità dell’Aglianico, vino doc del Vulture. Durante il suo percorso universitario ha dedicato un anno di studio e tirocinio in Francia nella regione Champagne Ardenne per sostenere esami e soprattutto per specializzarsi sul metodo classico per la produzione di spumanti e nel 2010 ho svolto un corso di aggiornamento in Enologia internazionale a Conegliano (TV). Queste due esperienze sono state significativamente importanti in quanto l’hanno fatta crescere non solo professionalmente ma anche umanamente. “Figlia di contadini-riferisce la dott.ssa Paradiso- sono stata sempre sostenitrice del vino di qualità ma anche del vino contadino, divertendomi con mio padre nelle vinificazioni per il consumo familiare e nella vendita a sagre (Parco Urbano delle Cantine di Rapolla).

Credo fermamente e con sguardo fiducioso nelle potenzialità di questa terra e nei suoi frutti eno-gastronomici oltre alle bellezze paesaggistiche. Nel 2011 è nato l’interesse vivo di approfondire la conoscenza del vino Aglianico del Vulture, la voglia e l’entusiasmo di “mettersi all’opera” per cercare di valorizzare una delle produzioni di eccellenza lucana, cosicché con i dottori della Cantina Sperimentale di Barletta (sede distaccata del CRA-UTV di Turi) il Dr Prof. Pasquale Tamborra e Dr Michele Savino cominciammo a definire quello che sarebbe stato il lavoro di ricerca scientifica sulla caratterizzazione enologica del vitigno Aglianico.

Il Prof. Enologo Michele Latorraca è stato relatore della mia tesi sperimentale di Laurea e di quella della collega enologa Dina Bolettieri (di Grassano,MT). Il Prof. Latorraca è stato supervisore dei lavori e dal primo giorno incoraggiante per i risultati attesi, inoltre ha partecipato con l’Azienda Cantina Madonna delle Grazie alla fornitura dei campioni di uva e vino e ha disposto un contributo monetario per la partecipazione a convegni.

Abbiamo esaminato 28 campioni di uva e vino effettuando oltre alle analisi chimiche di base (o di routine) numerose analisi sofisticate mediante tecniche spettrofotometriche e di cromatografia ad alta prestazione (più di 200). I lavori di caratterizzazione enologica sono stati incentrati sull’indagine della composizione di metaboliti (primari-secondari) la variabilità intravarietale e l’influenza del terroir; con entusiasmo e fierezza i risultati di rilevante interesse, sono stati presentati a convegni internazionali svoltisi in Francia, Italia ed Ungheria.

Nel 2013 sono stati presentati i primi 2 lavori scientifici al Simposio Internazionale “Symposium In Vino Analytica Scientia” a Reims (Champagne-Ardenne, Francia), quest’anno ne abbiamo presentati 4: nel mese di marzo abbiamo partecipato alla Conferenza Internazionale WAC “Wine Active Compounds 2014” nella città di Beaune (Borgogna,Francia) nel mese di giugno altri 2 lavori al Congresso “Environmental sustainability and food security” organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata (Potenza) e l’ultimo presentato in luglio al “Xth International Terroir Congress” tenutosi a Tokaj (Ungheria)”.

Sono giovani lucani motivati e con la voglia di crescere in questo territorio, anche se per la prossima vendemmia, si occuperà di vinificazioni in terroir pugliese, sarà stata la peronospora o la “forma mentis” degli imprenditori lucani a farla “emigrare”?