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Rapolla corteo storico
Rapolla:corteo storico

Rapolla, 2013-10-14 – < Udite gente, udite, udite, udite, non è stato uno scherzo del destino a far del Sommo Vate il gran Divino, ma il prodigioso succo della vite che prima bolle e poi ci dà il buon vino >. Così ripeteva un menestrello durante l’annuale viaggio dei sapori e colori del Vulture, svoltosi lo scorso week-end a Rapolla, fra l’incantevole scenario naturale del Parco Urbano delle Cantine. Un’intensa due giorni, (si calcola che siano giunti almeno ventimila persone), all’insegna non solo dei profumati e invitanti piatti tipici della zona, ma anche di una serie di appuntamenti ludici, canori e culturali che hanno mantenuto alto e interessante il taglio impresso dagli organizzatori alla sempre più affollata e ben riuscita manifestazione.

Alle inconfondibili e allegre note della Banda e al coinvolgente concerto popolar-lucano del cantastorie Agostino Gerardi, ha fatto da eco lo spettacolo dell’associazione culturale “Scusate il ritardo” presieduto da Alba Tamarazzo nel borgo antico, immutato nel tempo, con rievocazione di leggende popolari e di tradizioni legate alla pigiatura del vino; l’incontro con l’associazione Cuochi del Vulture, presieduto da Romeo T. Palumbo alla presenza del presidente F.I.C. Paolo Caldara e di 100 chef che hanno fatto degustare ai giornalisti enogastronomici presenti, due piatti prelibati: le orecchiette con pomodorini e baccalà, mollicata di pane aromatizzata di erbe del Vulture e come 2° zuppa di cicoria e fagioli con pezzente e a concludere mousse di ricotta; il variopinto e nutrito Corteo Storico in costumi d’epoca, rievocante le vicende medioevali della città (1243-1254), quando ribellatasi al Re Manfredi fu occupata e distrutta dal terribile Galvano Lancia.

Di particolare attrazione anche le cantine che conservano il buon vino aglianico doc del Vulture ( da citare la cantina Camerlengo gestita dall’arch. Cascarano che esporta vino per il 70% nei paesi asiatici ed oltreoceano, il 10% in Italia ed in Basilicata quasi niente) botteghe con gli antichi mestieri ( da segnalare la bottega “arte di riciclare la carta” di Anna Lucia D’Aloia ) e la produzione dal vivo delle fresche e genuine specialità casearie degustate al momento dagli affascinati frequentatori. Entusiasta il Sindaco, Michele Sonnessa, che riveste anche la carica di consigliere provinciale e presidente Area Comuni del Vulture: “da alcuni anni, questo progetto finanziato dai Piot ha avuto un salto di qualità.

Il nostro stupendo parco urbano delle cantine si trasforma in una location non solo di olio e vino e castagne, ma di prodotti della nostra terra.Camperisti”da ogni parte d’Italia, perfino un pullman dalla Francia, è una festa adatta per tutta la famiglia”. Per l’occasione è giunto da Novi Ligure (AL), un emigrante, Biagio Blonna: “ mi hanno parlato bene di questo evento, è un ritorno al passato con tanto calore e bella cartolina attorno”. Da Genova è arrivato un altro rapollese D.S. In soggiorno anche due americani-emigranti Michele Scarpaleggia con la moglie Amelia, che hanno avuto parole di elogio per questa manifestazione. Alcuni da Potenza, capeggiati da Anna Maria hanno esaltato queste serate: “tutto perfetto, da noi il centro storico invece di rivitalizzarlo con questi eventi, viene trasformato in traffico limitato. Quando rientrerò devo raggiungere a piedi l’abitazione!”.

“Un incontenibile bolgia di persone-riferisce Emilio D’Andrea, ex consigliere regionale, giornalista, provenienti non solo dal Capoluogo e dai paesi limitrofi ma anche dalla vicina Puglia, tutte desiderose di soddisfare stomaco e palato con le prelibatezze della gastronomia casereccia e contadina, preparate al momento dalle instancabili donne di Rapolla, coadiuvate da figlie, mariti, familiari ed amiche. Il tutto irrorato da una chiara e frizzante malvasia, oltreché, naturalmente, del vero principe della manifestazione: il nobile Aglianico del Vulture. Bello e suggestivo il percorso fra le comode strade del Parco, illuminate a giorno da due interminabili filari di fiaccole accese, che riportavano volutamente indietro nel tempo, fra l’odore stuzzicante di caldarroste, pettole fritte, grigliate di carni e salsicce e un’infinità di formaggi e salumi nostrani.

Ma ciò che ha maggiormente colpito l’entusiasta marea di visitatori è stata la cordialità e la gentilezza dei contadini, degli artigiani e della gente del posto, che senza dover pagare alcuna pretestuosa tassa di iscrizione o partecipazione agli organizzatori, hanno aperto generosamente ed indistintamente tutte le Cantine al piacere, alla curiosità e all’interesse del pubblico. Un vero successo che rinvia con ottimismo all’appuntamento del prossimo anno e il cui segreto sta nel costruttivo, fecondo e irrinunciabile gioco di squadra. A tale non secondario riguardo, un sentito e doveroso grazie va rivolto ai sempre operosi e lungimiranti Rapollesi, ma anche e soprattutto all’Amministrazione Comunale, al Sindaco Michele Sonnessa e alla perfetta macchina organizzativa, messa in campo dal Presidente Giovanni Sisti e dei suoi valenti collaboratori”. E’ stato ammirato anche l’affresco della Madonna delle Stelle ed alcune chiese del posto, dalla Cattedrale alla chiesa di San Biagio.

Lorenzo Zolfo