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Venosa – Nei giorni scorsi l’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Venosa, con le classi 4^ del Liceo Classico e Scientifico, accompagnati dai docenti Pinella Falcone e Maria Antonietta Musto, ha partecipato, insieme a tantissime altre scuole italiane ed alcune straniere, al 52° Ciclo di Rappresentazioni Classiche, presso il teatro Greco di Siracusa, allo spettacolo Elettra di Sofocle, argomento di studio.Trama:Elettra, figlio di Agamennone, dopo una lunga assenza, su ordine di Apollo, torna a Micene per vendicare la morte del padre, ucciso dalla moglie Clitennestra e dal suo amante Egisto.

Siracusa un momento della tragedia Elettra di Sofocle
Siracusa un momento della tragedia Elettra di Sofocle

Da bambino, Oreste, essendo erede al trono, era stato salvato da sicura morte dalla sorella Elettra che da allora vive nella sola speranza di riabbracciarlo e di vendicare la morte del padre.Oreste, dunque torna a Micene all’insaputa di tutti e diffonde la falsa notizia della propria morte. Elettra è disperata. Ottenuta la prova della fedeltà della sorella, Oreste le rivela la propria identità, ed insieme organizzano un piano per attuare la loro vendetta. Uno spettacolo piaciuto a tutti gli studenti di Venosa, tra questi, Alessandro di Tria, della IV A Liceo Classico, che al XXX Certamen Horatianum ( una prova su un’opera di Orazio, poeta latino, originario di Venosa), dello scorso mese di Aprile, ha conquistato una menzione speciale: “Avere sotto i propri occhi una dimostrazione tangibile di ciò che studiamo suscita un’emozione impareggiabile, e questo è accaduto lo scorso 13 maggio, quando siamo andati a vedere la tragedia di Sofocle, l'”Elettra”.

A partire dal luogo, il teatro di Siracusa, lo stesso che migliaia di anni prima ospitava cittadini greci e che quel giorno invece accoglieva noi, studenti appassionati e affascinati da questo mondo antico, lontano e tuttavia in parte vicino a noi grazie alle tracce che ci ha lasciato. La rappresentazione in se è stata fantastica, gli attori bravissimi, l’atmosfera sublime; la presenza in scena dei personaggi vivi, i loro movimenti, la loro emotività ha reso la tragedia ancor più emozionante rispetto al solo testo scritto, e il coro e la musica l’hanno perfettamente completata. Abbiamo avuto un assaggio di quella che poteva essere una rappresentazione tragica nel V secolo a.C., e nonostante sia stato solo un “assaggio”, una copia lontana dall’originale, la tragedia ci ha lasciato qualcosa dentro quando siamo usciti dal teatro.

Siracusa gli studenti dell'Orazio Flacco Venosa al teatro greco
Siracusa gli studenti dell’Orazio Flacco Venosa al teatro greco

Noi non siamo cittadini greci, la rappresentazione era solo una ricostruzione di quella originale, eppure è entrata in gioco l’eterna funzione della tragedia (di quella greca in particolar modo): la tragedia ci è entrata dentro, ha fatto vibrare le nostre emozioni più nascoste facendole emergere e ci ha lasciati senza parole di fronte alla sua problematicità ed alla sua grandezza. È stata un’esperienza ed un connubio di emozioni assolutamente da riprovare ed assolutamente consigliata a chiunque rimanga affascinato dal mondo greco ma anche a chi, pur non conoscendo questo mondo, vuole fare un viaggio nel suo animo”.