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Femminicidio Gruppo Finale
Femminicidio foto di Gruppo

Taranto – Per il ciclo degli incontri “I Venerdì Culturali di Presenza Lucana” è stata trattata la cartella “Sociologia e Conoscenza” con un appuntamento che ha affrontato un problema di grande attualità, tramite una parola “nuova” inclusa nel vocabolario della lingua italiana, da pochi anni, “femminicidio” con la presentazione dell’antologia “Rosa Sangue” curata da Donato Altomare e Loredana Pietrafesa. (Altrimedia Edizioni).

Oltre i due curatori dell’antologia che ha scelto racconti, scritti da diciotto scrittrici, hanno partecipato all’appuntamento dei Venerdì Culturali, Filippo Radogna (scrittore e giornalista) e Maria Antonietta D’Agostino (poetessa e pittrice).

Le scrittrici presenti nell’opera sono state, nell’ordine, Marina Alberghino, Anna Maria Buonavoglia, Sara Bosi, Denise Brescia, Mariangela Cerrino, Adriana Comaschi, Elena Di Fazio, Irene Drago, Francesca Barello, Claudia Graziani, Annarita Guarnirei, Annarita Vetrino, Loredana Pietra fesa, Monica Serra, Luigina Torto, Giusy Molve, Nicoletta Vallerai e Ida Pinella.

Rosa sangue è la prima antologia di racconti fantastici al femminile che parlano di femminicidio. Tale parola esiste nella lingua italiana solo dal 2001, ma si è estesa nel 2008, quando fu pubblicata da, Barbara Spinelli, un libro intitolato Femminicidio.

Prima di questa data com’erano classificati gli omicidi di cui era vittima la donna?

Si usava la parola “uxoricidio” in cui la radice latina Uxor, stava a indicare moglie, sposa, e –cidio alludendo all’uccisione di una donna in quanto moglie. Questa parola uxorcidio era estesa anche agli uomini, quindi al coniuge in generale.

L’uccisione di una donna non coniugata non aveva, quindi, un termine italiano giusto che la classificasse.

La parola “feminicide” fu coniata dalla criminologa Diana Russell, in un proprio saggio. Nell’anno 1993, l’antropologa messicana Marcela Lagarde la usò per studiare e ricordare i moltissimi omicidi di donne che erano stati compiuti ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti.

“Il pregio di questa raccolta sta nel particolare taglio che si è voluto conferire a essa: il fantastico come strumento femminile per parlare del femminicidio. L’idea è nata proprio dalla considerazione che la presenza femminile nelle antologie del genere fantastico è esigua.

Le diciotto autrici hanno narrato tutte storie diverse per contesto, ambientazione ed epoca, alcune prendendo spunto da femminicidi realmente accaduti, altre attingendo esclusivamente dalla propria immaginazione.

Ognuna di loro è stata lasciata libera di trattare il tema in modo personale, secondo la propria visione o la propria esperienza umana ed emozionale”. (Loredana Pietrafesa)

Loredana Pietrafesa curatrice con Donato Altomare di Rosa Sangue è anche scrittrice di un racconto, bello e intricante su Isabella Morra e la sua Valsinni.

Questo di Filippo Radogna è un gradito ritorno a Presenza Lucana, dopo aver presentato, cinque anni fa un volume storico, con Nicola Pavese, dal titolo “A Chied Tiemp – fatti, storie e personaggi della memoria ferrandinese”.

Giornalista professionista, ha pubblicato vari saggi, in particolare sulla storia dell’agricoltura lucana. Come narratore ha ricevuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari e , in particolare, con il racconto di fantascienza “l’enigma di Pitagora” ha vinto nel 2016, il Premio Italia.

Attualmente fa parte dell’Associazione Culturale “Matera Poesia 1995, in cui ricopre la carica di Vicepresidente.

Parlando di Matera Poesia 1995, è presente tra noi anche la presidente di tale Associazione Maria Antonella D’Agostino, anch’ella Materana come Filippo, ricopre l’incarico di Presidente dell’Associazione Matera Poesia 1995. Questo incontro tra le due associazioni, sicuramente, servirà a creare quel feeling necessario per proseguire, insieme, un percorso nel campo della cultura tra le nostre città e le due Associazioni Culturali.
Donato Altomare e Loredana Pietrafesa.

Donato Altomare, presidente dell’Associazione World Science fiction Italia vincitore del Premio Urania Mondadori nel 2000 e nel 2008 con i romanzi Mater maxima e Il dono di Svet e varie volte vincitore del Premio Italia è uno dei più importanti scrittori di fantascienza e fantastico italiani.

Altomare è autore versatile, capace di passare dalla fantascienza, alla fiaba, dal fantastico, al racconto umoristico. Le sue opere sono state tradotte anche nella Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Serbia, Montenegro, Albania, Ungheria, Finlandia e Slovenia.

Loredana Pietrafesa, di origine lucana, È docente di scuola media, pianista e clavicembalista, e fa parte della redazione de “La Vallisa”, per cui collabora con recensioni critiche e saggi. Molteplici sono le sue prefazioni a testi di poesia e narrativa, come numerosissime sono le sue partecipazioni a presentazioni pubbliche in veste di autrice o di critico letterario.  Ha pubblicato nove volumi di poesia:

Cortecce (Il Salice, Potenza 1989),
Argini e fondi (La Vallisa, Bari 1991),
All’orlo di un grumo di cose (La Vallisa, Bari 1993),
Vecni zvuci (Suoni eterni) (Krovovi Sveta, Beograd 1994),
Io che sono di luna (La Vallisa, Bari 1998),
Se esiste un cielo (EditricErmes, Potenza 2004),
Ne smeo da me volio (Non devi amarmi) (Apostrof, Beograd 2007),
Oltre l’ultima boa (Besa Editrice, Nardò 2007),
Come fiori nella pioggia (25 settimane) (Tabula fati, Chieti 2014).

È stata tradotta in serbo, albanese, macedone e sloveno. Molti critici si sono interessati alla sua poesia. È presente in numerose antologie di poeti contemporanei e in riviste specializzate.