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Taranto – Dopo aver presentato, come consuetudine annuale l’incontro della cartella Tradizioni popolari del sud, per la serie dei “Venerdì Culturali di Presenza Lucana” si svolgerà, domani 27 Novembre 2015, alle ore 18.00, pressa la sede di Via Veneto 106/A Taranto, con libero ingresso, un incontro dedicato alla Storia del Sud che avrà come tema: “Taranto, da Cannata a Cito e Di Bello”, ultimi volumi scritti da Pinuccio Stea.

Da_Cito_a_Di_BelloBene ha fatto l’autore, con un lavoro accurato, a scrivere la storia della città dalla fine della seconda guerra mondiale sino al 2006, anno delle dimissioni del primo sindaco donna e del gravissimo dissesto, del Comune, che portò al commissariamento, per circa un anno. La storia di Taranto, nei cinque volumi, arricchiti da molte foto, è certamente un testamento storico lasciato ai cittadini per dar loro, sempre a portata di mano, un testo sul quale leggere avvenimenti accaduti nell’ambito storico politico amministrativo nella propria città.

Penso che solo chi aveva rivestito, in passato, ruoli all’interno di un partito, del consiglio comunale e regionale potesse scrivere, senza cadere in errori, una storia così complessa com’è stata quella di Taranto in sessant’anni.
Nell’appuntamento di Venerdì saranno esaminati periodi molto intensi sia della storia nazionale e sia di quella della città jonica.
Nelle precedenti presentazioni molti sono stati i punti che hanno evidenziato il passaggio della storia anche nella nostra città. Punti basilari sono stati l’industrializzazione con la costruzione del tubificio del 1961 e poi di tutta l’area a caldo a ridosso del Rione Tamburi.

Come chiarito in precedenza, il fatto più grave da addebitare ai politici tarantini è stato, senza dubbio, la chiusura all’Università approvata dal Consiglio comunale, e la delibera, con la presa d’atto ufficiale, della mancanza delle condizioni necessarie per richiedere l’istituzione dell’Università a Taranto! Quella miopia, frutto di una dialettica dei partiti litigiosa e rigida su proprie convinzioni ha procurato moltissimi danni alla città che le nuove generazioni stanno ancora pagando a caro prezzo. La mancanza di Università, con tutto il movimento culturale e scientifico, ha impedito quella crescita che avrebbe formato classi dirigenti anche amministrative più preparate, in materia, e che avrebbero affrontato, in tempo, il grave problema ambientale nella nostra città.

Sino al 1992 il Sindaco era eletto all’interno del Consiglio comunale. Nel 1993 si svolsero le prime votazioni a elezione diretta. Lo scettro di primo cittadino fu assegnato a Giancarlo Cito. E’ questo periodo di grande litigiosità. La stella di Cito.

Il Centro sinistra non riesce a trovare nel suo interno un candidato forte. Così a Cito Subentra De Cosmo. Poi nel 2000, la sinistra, oltremodo litigiosa al suo interno, fa karakiri presentando un candidato non accettato completamente dal suo elettorato, il questore Valla. Rossana Di Bello è eletta Sindaco, prima donna nella storia di Taranto, a rivestire questo ruolo.
Poi il dissesto economico e le dimissioni con la condanna di Rossana Di Bello. A Domenico Palmiotti, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Taranto, il compito di presentare e intervistare l’autore Pinuccio Stea.
Libero ingresso per questo importante incontro.