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presenzalucanaTaranto – Dopo l’incontro dedicato alla “Festa Internazionale della donna”, nell’ambito dei Venerdì Culturali di Presenza Lucana, torna la cartella “Storia del territorio” con la presentazione di un romanzo dell’autore stattese Marco Tarantino, dal titolo: “Fratelli della costa: figuri, figure e figurine del Mare Nostrum”. Questo dell’autore, dedicato al padre sua figura di riferimento, è il suo quinto testo presentato. I precedenti sono stati:

  • La prima sorsata di sfiga (2005);
  • La resa dei vanti (2007);
  • Vaghe novelle d’altri Maestri (2011);
  • Prof & Zie (2014).

Il territorio, descritto nel libro, è formato da una scenografia in cui si muovono vecchi e pazienti pescatori che tra il lancio di una lenza e un ritiro della stessa con la preda raccontano storie attinte da un’antica biografia familiare.

Altri elementi essenziali al completamento della scenografia territoriale sono i piccoli pesci della costa tarantina che, quanne ‘u mare ‘nò ère amare, la popolavano in abbondanza: ‘U Spare, ‘U Cuggione, ‘U Naccaridde, ‘A Trace, ‘U Musidde, ‘U Vurpe, ‘U Vòscele, ‘U Pesce Friscke, ‘U Caure, ‘A Gaggiàne, ‘A Spine, ‘A Vope e per finire ‘U pesce Sciorge.

Alla base del romanzo c’è il dialetto.

Il dialetto, usato da Marco Tarantino, rappresenta la base essenziale della sua narrazione, quasi una poesia, che “congiunge parole, figure e suoni che fanno emergere, arricchendoli, i profili dei suoi protagonisti.”

I pesci descritti, del nostro mare, sono disegnati, in china da Gabriele Benefico che ne arricchisce il valore in assoluto.

La relazione sarà tenuta da Vincenzo Carriero, direttore di CosmoPolis Media, che ha curato anche la presentazione del testo. Intervento dell’autore.