CONDIVIDI

Taranto – Si è tenuta presso la sede dell’Associazione Presenza Lucana di Taranto, un interessante incontro della cartella “Personaggi del sud” nella quale è stato presentato l’ultimo lavoro di Giuseppe Coniglio Saggista – storico dal titolo “Mingo il ribelle”. Nella sua relazione l’autore ha raccontato i vari momenti della vita di “Mingo” Domenico Giannace passato dal ruolo di semplice carrettiere nel “Campo Colonia di Bosco Salice” (agro di Pisticci) a sindacalista, Sindaco di Pisticci, Consigliere regionale della Basicalata e altri importanti incarichi.

Nella colonia di Bosco Salice, chiamato “U Centre”, furono confinati cittadini di ogni ceto sociale e uomini di grande personalità, come lo statista Umberto Terracini, divenuto il primo Presidente della Repubblica Italiana dopo la Liberazione. Coniglio nella sua relazione si è detto contento di aver scritto la biografia di un uomo straordinario e di gran carisma soffermandosi sul suo impegno sociale avuto nella regione Basilicata.

 

Ora, alla veneranda età di novantadue anni, Giannace è Presidente dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici) e lotta nel Comitato permanente, da lui costituito, per evitare la chiusura dell’Ospedale di Tinchi (Pisticci) ubicato nel crocevia che assorbe molti paesi.

Lo stesso Domenico Giannace, presente all’incontro, ha raccontato punti importanti della sua vita.

Una base alla sua crescita, come vera scuola culturale e sociale Domenico l’ha avuta stando in contatto con gli uomini, internati dal regime, a Bosco Salice dove egli lavorava, dalla piccola età, in qualità di carrettiere. Una vita, la sua, sempre spesa ad aiutare le classi deboli. Da ricordare la lotta per l’assegnazione delle terre ai contadini che, nonostante la legge lo prevedesse, non era utilizzata. Furono necessarie scioperi per farla rendere applicabile: Mingo era sempre alla testa di tutti i cortei.

Con il racconto che si rincorreva, cercando di analizzare moli momenti della sua vita non è stato difficile abbinare la figura dell’attuale uomo mite, sorridente, allegro, visto a Presenza Lucana, a quello di un combattente nato, sempre attento a favorire gli altri. Egli studiava le leggi emanate dalla nuova Repubblica Italiana e le faceva conoscere a tutti permettendo, a una classe poco o niente scolarizzata, di poter fare domande necessarie per ottenere ciò che era nel loro diritto. Alla fine tutti i presenti hanno potuto usufruire del testo di “Mingo il ribelle” autografato da Giannace e dal suo autore. Un plauso a Giuseppe Coniglio, laureato in Lettere Classiche all’Universtà Federico II di Napoli, per questo suo ultimo lavoro che va ad aggiungersi ai tanti, di buona fattura, legati alla storia del suo paese e alla Regione Basilicata, con i personaggi che si sono distinti al loro interno.

La fine dicitrice Imma Naio, con in sottofondo gli arpeggi alla chitarra, di un allievo del Liceo Archita, Pietro Fiscini, ha letto alcune liriche di Rocco Scotellaro, il più giovane sindaco d’Italia, incontrato da Mingo nel carcere di Matera il 1949.