CONDIVIDI

E’ questo l’ultimo incontro che “I Venerdì Culturali di Presenza Lucana” dedicano ai festeggiamenti dei 150 Anni dell’Unità d’Italia. L’Associazione lo fa con una dedica particolare a un poeta che ha iniziato ad insegnare al Ginnasio di Matera e che ha lasciato la sua impronta umana in questa città. La Basilicata è legata con un cordone ombelicale ai suoi figli e il romagnolo Pascoli è stato considerato, nel tempo, uno adottivo. Non c’è stato, da parte del poeta, il grande amore verso questa terra, così com’è accaduto a Carlo Levi, che riposa ad Aliano.  Forse sarà stato per il primo impatto avuto con la città “Arrivai all’una dopo mezzanotte, dopo molto trabalzar di vettura, per vie selvagge attraverso luoghi che io ho intravisto notturnamente, sinistramente belli” a rendere non piacevole il suo soggiorno.
Molto è lo stato d’indigenza che fa scrivere al poeta che tutto quello che guadagnava lo sperperava per pagare un fitto d’infima qualità. E’ anche lo stato di abbandono di questo territorio che gli arreca profonda malinconia e il desiderio di andar via e tornare nella regione in cui era vissuto. Un segnale negativo lo riscontra anche nella scuola. Scriverà a Carducci il 5 ottobre del 1883: “Non c’è un libro qua, da vent’anni che c’e’ un Liceo a Matera, nessuno v’è uscito con tanta cultura da sentire il bisogno d’un qualche libro; i professori pare che abbiano avuto tutti la scienza infusa; e perciò di libri non s’è n’è comprati”.
La biografia di Pascoli nasce da una serie di carteggi che la sorella Maria raccoglie
e che Augusto Vicinelli, su incarico della Mondadori, riesce ad avere ed inviare a Torino per la stampa. Tutto si perse durante un bombardamento. Vicinelli, con l’amata sorella di Giovanni, riprese a scrivere la biografia che fu portata a termine dal giornalista, anche dopo la morte di “Mariuccia” (1953), con l’inserimento di altre lettere scambiate fra i vari fratelli. “Lungo la vita” di Giovanni Pascoli è risultata un’opera di grande valore storico, formata da un carteggio che da continuità e descrive, con i sentimenti veri, la vita del poeta romagnolo.
Dei punti essenzialmente positivi, tuttavia, si riescono a trarre dal fitto carteggio tra il Pascoli, i familiari: “Matera è una bella città”, “Sto bene a Matera”.
In una lettera inviata al suo professor Giosuè Carducci da Viggiano dove era stato inviato come commissario di esami, presso il convitto-ginnasio Silvio Pellico, egli scrive: “Il paese non è grande, ma nemmeno piccolo, l’aria ottima, pittoreschi i dintorni; le rovine di Grumentum a pochi passi: arpeggiamenti per tutto, che fanno di Viggiano l’Antissa della Lucania”
Presenza Lucana lo ricorda per i suoi insegnamenti e per l’opera poetica che ha lasciato in eredità al mondo.
Dopo il testo di Giovanni Caserta “ Giovanni Pascoli a Matera”, nel centenario della morte del poeta Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo hanno pubblicato il testo: “Nel mare di Calipso: La dissolvenza omerica e l’alchimia mediterranea di Giovanni Pascoli.
L’incontro che si svolgerà presso la sede di Presenza Lucana, in via Veneto 106/A, Venerdì 16 Marzo 2012, alle ore 18.45, avrà come relatori Pierfranco Bruni (Vice Presidente Nazionale del Sindacato Libero Scrittori, Poeta, Scrittore e Saggista), Marilena Cavallo (Saggista e docente di lingua e Letteratura Italiana), Pio Rasulo (Poeta, Scrittore, Saggista, già titolare della Cattedra di Estetica presso l’Università di Lecce).
Lettura Liriche di Imma Naio. Coordinatore sarà il Presidente di Presenza Lucana Michele Santoro.

Art. Michele Santoro