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LE CAUSE DELLA CRISI FINANZIARIA – URBANISTICA – IDENTITARIA

DI POTENZA : CAPOLUOGO DI REGIONE

Giovedì 14 luglio 2016 – ore 18.00 – c/o il Circolo

Angilla Vecchia – Potenza

P R O G R A M M A

Arch. Vito Grimaldi

Dott. Giuseppe Ferraro Dott. Pietro Campagna

Dott. Franco Flore Dott. Michele Cannizzaro

On. le Peppino Molinari

Arch. Roberto Logiudice

Ing. Mario Pepe

Arch. Rocco Zacometti

Dott. Rocco Tramutola

D i b a t t i t o

E’ prevista la partecipazione di Professionisti, Esperti di Settore,

Dirigenti, Iscritti e Simpatizzanti

RELAZIONE SULLO STATO DELLA CITTA’ DI POTENZA E DEL SUO RUOLO FUTURO

Tempo fa, un celebre architetto svizzero, paragonava le città ad un organismo vivente.Lecorbusier diceva che la testa è il governo cittadino, con le sue strutture amministrative, il cuore è il suo centro storico nel quale sono custodite le emozioni più intime della sua storia, le arterie sono le strade sulle quali scorre la linfa vitale che permette ogni suo movimento, le braccia sono le zone produttive e universitarie che alimentano lavoro e conoscenza, base di ogni corretta organizzazione socio-economica, le gambe ed i piedi sono i cittadini con i quali intraprendere un sano percorso di vita.
Ebbene, anche ad una sommaria analisi di Potenza, emerge uno stato di salute estremamente precario. E’ come se la città vivesse in uno stato “comatoso” nel quale sono pochissimi i suoi segni vitali.
La città è come “addormentata”, incapace di reagire ad uno stato fisico e psichico debilitato che il tempo inesorabilmente indebolisce sempre di più
Il suo cervello non funziona più tanto bene, è come andato in “tilt”, tante sono le correnti che al suo interno generano tensioni contrastanti, Il Quadro Politico formatosi al suo interno è il frutto di una anomalia genetica, indotta da un sistema elettorale incapace di prevedere le gravi neoplasie politiche di cui è vittima.
I giochi politici, che spesso nascondono interessi di correnti o di personalismi, impediscono alla città di avere una testa pensante capace di governare correttamente il suo organismo.

potenza
Potenza

Il cuore di Potenza, il suo centro storico, continua a pulsare, ma appare gravemente ammalato. La parte antica della città, non è più vitale, giace in uno stato di abbandono, non è più alimentata neanche dalla sua periferia che vive una propria e modesta vita autonoma. Difficili sono i collegamenti viari, pochi i parcheggi, precari i servizi, il commercio langue, chiudono le attività e le imprese, e gli stessi potentini non vivono più come prima il loro centro storico evidentemente non più attratti dalla sua antica e nobile potestà urbana.
Le arterie delle città conoscono i segni di una arteriosclerosi evidente, i servizi di trasporto urbano poco efficienti; le strade con troppe buche; la mobilità urbana complessiva troppo spesso interrotta dalle frequenti barriere ferroviarie.
L’ Università è in difficoltà per effetto di un numero di iscritti sempre più ridotto; le attività
produttive coinvolte in una crisi di notevoli proporzioni; la popolazione delusa e amareggiata è costretta a vivere in un ambiente urbano grigio che non stimola nuove iniziative e costringe ad una vita mediocre nella sua monotonia.
Insomma, da qualunque punto di vista la si voglia vedere, la nostra città evidenzia un quadro negativi di se stessa.
Bouigas, noto urbanista catalano, responsabile tralaltro della rinascita urbana di Barcellona diceva: “Una città è tanto più bella, quanto più forte è l’amore che la sua gente ha di lei.”
Proviamo a riflettere. Se una città è bella o brutta, se funzionano o no i suoi servizi, se la qualità della sua vita è alta o meno, di chi è la responsabilità?
E’ forse solo del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale che non l’hanno bene governata?
E’ forse solo degli imprenditori edili locali che hanno troppo speculato sulle città?
E’ forse solo dei tecnici che hanno mal progettato?
E’ forse solo del Governo Regionale che non è stato capace di far convergere i necessari fondi economici indispensabili per un suo corretto sviluppo?
La responsabilità è si anche dei poteri forti di questa città, ma è innanzitutto dei suoi cittadini. Si! Dei suoi cittadini; che non hanno amato sufficientemente la loro città; che hanno permesso che si facesse scempio del suo centro storico costruendo intorno un muro altissimo di nuovi edifici che mal dialogano con il vecchio tessuto edilizio ed impediscono la sua libera visione dal basso; che non hanno controllato, vigilato, collaborato con la città dimostrando troppo spesso di non avere sufficientemente senso civico; che hanno consentito, con la loro scarsa partecipazione, che la città si addormentasse, cadendo in un lento declino. Cari Potentini, la responsabilità massima, dello stato in cui versa la città è anche, ma direi soprattutto nostra!!!
Perché la città è dei cittadini che la vivono; è la nostra Potenza; e noi, tutti insieme, facendo leva sulle menti buone ed oneste, che pur sono tante, abbiamo il dovere di difenderla e di farla crescere meglio.