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Moliterno-Foto dal web
Moliterno-Foto dal web

Potenza, 2014-09-26  –  L’insediamento di quattrocento anni fa dei francescani in una piccola comunità   quale quella di Moliterno è stata importante per tenere viva nel  tempo  la fiamma di devozione al poverello d’Assisi e di un cristianesimo con  una “Chiesa prigioniera della lucida follia  di Dio”  che sa guardare all’essenziale, al Vangelo e alla sua povertà. E’ quanto riporta Antonio Rubino nel suo volume “La Basilicata in età moderna-storia sociale e religiosa a Moliterno: Il convento di Santa Croce” da poco uscito per Valentina Porfidio Editore. Lo studio di Rubino   è interessante in quanto, tra l’altro, va escludere del tutto un eventuale passaggio nei territori lucani di San Francesco e ricostruisce  la presenza storica  dei francescani in tutta la Basilicata,  profila l’affermazione dell’Osservanza e dei processi di riforma. Infine, si sofferma sull’arrivo in terra lucana di Angelo Clareno, esponente di spicco della corrente degli spirituali che, perseguitato dai vertici della Chiesa del tempo, riparò nel Convento di Santa Maria dell’Aspro a Marsicovetere dove morì nel 1337.

Scrive in prefazione  Padre Emanuele Bochicchio: “La descrizione documentata della presenza , della vita e dell’opera dei frati dell’Ordine Francescano, conosciuta come rilevante nella regione, come del loro inserimento con incidenza nel tessuto  civile, economico, sociale, è di forte interesse per conoscere il tutto da un punto di vista, non solo o prevalentemente nella prospettiva religiosa”.  L’opera di Antonio Rubino vierrà presentata al Convento di Santa Maria  il 27  settembre (ore 20.00). Oltre all’autore, interverranno Mariolina Siesto, l’editore Valentina Porfidio,  Franco Sabia, direttore della Biblioteca Nazionale del capoluogo lucano, Padre Pietro Atanasio, guardiano del convento di Santa Maria