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Venosa (Pz) – In occasione dell’apertura straordinaria del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco, dal 13 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016 la città di Assisi ospiterà la mostra dal titolo “Clarite et pretiose et belle. Icone contemporanee dal Vecchio e Nuovo Mondo”. L’evento espositivo che si terrà presso la Sala Svarowski in Piazza del Comune, è stato realizzato in collaborazione con la Galleria d’Arte Internazionale “Porta Coeli” – Centro Studi della Cultura Mediterranea di Venosa (PZ), ed è promosso dalla Galleria Linea Spazio Arte Contemporanea di Firenze con organizzazione e coordinamento di Jacopo Celona, e con il Patrocinio del Comune di Assisi, e con la curatela di Melanie Zafferino e Aniello Ertico.

icone
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La Galleria Porta Coeli, da sempre attenta alla valorizzazione dell’arte sacra, alla quale è dedicata una sezione espositiva permanente, partecipa all’evento portando le icone bizantine del monastero di Lepanto, delle quali ha l’esclusiva mondiale per l’esposizione, e le icone realizzate dal maestro argentino Gustavo Luis Costanzo. Durante il Vernissage, che si terrà alle ore 17, interverranno il sindaco di Assisi Antonio Lunghi e i curatori Jacopo Celona, Aniello Ertico, Livia Bucci, Melanie Zefferino

L’esposizione di arte sacra contemporanea coniugherà presente e passato, oriente e occidente in stretta connessione con la vocazione spirituale e culturale della città di San Francesco. La mostra è concepita come un percorso attraverso rappresentazioni di “trascendenze”, ovvero immagini intrise di spiritualità, bellezza e armonia, che ricordano le parole di san Francesco riferite alle stelle nel suo Cantico delle creature.

Il percorso espositivo si articola attraverso tre nuclei di opere: – il primo è costituito da una collezione di icone contemporanee prodotte dai maestri iconografi del monastero Adelfotis Metamorfoseos Sotiros di Nafpaktos (Lepanto) nel rispetto dei canoni iconografici dell’ortodossia cristiana di rito bizantino e delle tradizioni tecnico artistiche tramandate per secoli in questo contesto. Si tratta di dipinti su tavola dal forte impatto visivo, realizzati con doratura a bolo impiegando foglia d’oro 24 carati, sì da esaltare i toni delle ocre e dei preziosi pigmenti di origine minerale stesi sul supporto ligneo utilizzando la tempera all’uovo quale medium;  – il secondo racchiude le opere di Gustavo Luis Costanzo, maestro iconografo argentino forte di una esperienza di monachesimo in Terra Santa e italiano d’adozione, il quale esprime il suo sentire religioso attraverso una pittura memore delle tradizioni bizantine di scuola cretese; – il terzo e ultimo nucleo è a firma di un altro pittore dal “nuovo mondo”, il brasiliano Carlos Araujo, la cui attività artistica è portatrice di un segno religioso e appare dichiaratamente di fede cattolica apostolica romana, esplicitandosi in maniera eclatante nelle grandi tavole che illustrano la Bíblia Citações (la prima copia di questo volume è stata donata a Papa Benedetto XVI dal governatore dello Stato di San Paolo nel 2007).

Protagoniste dei dipinti di Araujo sono figure a loro modo iconiche, permeate da una “luce sacra dall’occidente” che “ha una intensità corrispondente alla distanza che il Dio ci concede per fissare il suo volto”.
Con la partecipazione ad un evento così importante, come l’apertura straordinaria dell’Anno Giubilare, in una delle città più care alla cristianità, la galleria lucana Porta Coeli si conferma essere una realtà di altissimo profilo culturale.