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italcementi materaMatera, 2013-07-16 – Per la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, la III Commissione della Provinicia di Matera, presieduta dal Giuseppe Soranno, si è assunta una pesante responsabilità nell’esprimere parere favorevole al progetto VIA dell’Italcementi SpA di bruciare 60mila tonnellate di rifiuti nel cementificio materano. La generica richiesta della III Commissione provinciale ad Italcementi di riduzione dei quantitativi di CSS da bruciare nel cementificio, da 60 mila tonnellate/anno a 25-30 mila tonnellate/anno, è non solo immotivata ma addirittura non fondata su alcun documento di programmazione vigente in materia di rifiuti, di alcun Piano dei Rifiuti provinciale e regionale, assunta in assenza, tra l’altro, del Piano Regionale della Qualità dell’Aria. Inoltre – fa rilevare la Ola – l’indicazione della III Commissione di chiedere il rispetto dell’accordo con Italcementi sul monitoraggio ambientale/sanitario datato al 2010, evidenzia gravissime responsabilità, ove si pensi all’inerzia istituzionale nel far rispettare oggi accordi che avrebbero dovuto essere attuati ben tre anni fa. 

La decisione politica della III commissione della Provincia di Matera, propedeutico ad un possibile parere favorevole anche dell’Esecutivo Provinciale, per la Ola è solo una chiara scelta nell’interesse economico privato di Italcementi SpA e sicuramente non nei confronti dei cittadini materani.

Il comunicato della III Commissione della Provincia di Matera

Italcementi, per Provincia Mt autorizzazione vincolata

16/07/2013 12:25

La III Commissione della Provincia di Matera nel corso dell’ultima riunione ha approvato volta ad analizzare la richiesta della Italcementi relativa all’incremento e all’utilizzo dei rifiuti non pericolosi come combustibile fino a 60.000 tonnellate l’anno e Combustibili Solidi Secondari (Css) esclusi dal regime dei rifiuti, ha approvato “osservazioni puntuali e vincolanti”.

 “La richiesta della Italcementi – ha evidenziato il presidente della Commissione rifiuti, Giuseppe Soranno – è stata approfondita in diverse riunioni. Nel corso dell’ultimo incontro abbiamo ulteriormente esaminato la questione cercando di valorizzare tutti gli elementi da porre a tutela del territorio. La linea guida, l’elemento centrale che ha orientato la nostra scelta è sempre stata la sicurezza dei cittadini e la salute ambientale”.

 Parere favorevole a patto che vengano rispettate le seguenti prescrizioni:

1) dare completa attuazione agli impegni assunti con il Protocollo di intesa del maggio 2010 con particolare riferimento al monitoraggio ambientale/sanitario nonché all’istituzione di un tavolo tecnico;

2) consentire l’accesso diretto dei cittadini sui siti istituzionali per la verifica in tempo reali dei dati relativi alle emissioni;

3) limitare l’utilizzo di combustibile derivato dai rifiuti (css) nella quantità massima prevista dalla pianificazione provinciale con la percentuale massima di raccolta differenziata (max 25.000/30.000 tonnellate annue);

4) tendere alla riduzione di utilizzo di pet coke con altri combustibili meno inquinanti;

5) attivare da parte della Regione Basilicata delle procedure per la valutazione dell’impatto sanitario sui cittadini residenti nelle aree a ridosso impianto;

6) impegno dell’azienda ad adeguare l’impianto alle migliori tecnologie che saranno disponibili nel futuro finalizzate all’ulteriore riduzione delle emissioni inquinanti.[Fonte: www.basilicatanet.it]