CONDIVIDI

Sono passati quasi 2 anni da quel 8 dicembre 2013, giorno che ha visto Matteo Renzi diventare Segretario Nazionale del Partito Democratico. Molte cose sono cambiate in questi anni, molti di quelli che ostacolavano Renzi sono con prepotenza saliti sul suo carro appesantendolo a dismisura.

Mauro Basso
Mauro Basso
(Tesserato PD Melfi)

Già proprio cosi. Perché se è giusto che ognuno abbia la possibilità di cambiare idea e ricredersi su un’opinione espressa, è pur vero che la maggior parte di questi “fulminati sulla via di Damasco” fanno parte di quella rottamazione mai avvenuta. Personalmente avrei preferito una rigenerazione del partito, cioè tornare a riprendere vita ma in maniera differente. Vi è stata invece una restaurazione di persone che ormai erano sulla via del tramonto, portando tante persone che credevano in un progetto nel PD, fuori dal partito, in associazioni che poi sfociano in liste civiche alle comunali.

E’ di questi giorni l’intervista dell’On. Matteo Richetti (persona che seguo e stimo) nella quale, in maniera critica ma costruttiva, focalizza l’attenzione sul come il partito non avvia sui territori quella stessa spinta propulsiva del partito nazionale. Rivolgendosi direttamente a Renzi scrive tra le altre cose: – “Quanta Leopolda è stata costretta ad una civica nel proprio paese perché il Pd si è chiuso a riccio dalla paura? E ti chiedo, non è anche un nostro problema?”.

Come non essere d’accordo con Richetti (a dicembre per me sarà la quarta presenza alla Leopolda) sul fatto che il PD sui territori si sia chiuso a riccio, ostacolando o addirittura impedendo quella rigenerazione che è fondamentale per dare nuova linfa ai partiti. Come non essere d’accordo sulla questione delle candidature nei comuni di gente capace ma giovane rispetto a gente che ha passato una vita tra un incarico e l’altro.
In Basilicata poi abbiamo un universo tutto nostro. Siamo in congresso perenne, con circoli che se tutto va bene sono commissariati (o commissariati ad acta permanente), è un continuo migrar di correnti solo per posizionamenti personali. Ma la maggior parte di queste migrazioni sono di dirigenti di partito che da almeno un ventennio o forse più gestiscono il potere.

Molti puntano il dito sul fatto che Renzi sia segretario di partito e Premier e non riesca a gestire la doppia funzione. Per me non è questo il problema, semai il problema è quello di cambiare il tipo di gestione sui territori iniziando a fidarsi anche di chi vuol davvero far crescere il PD, anche non avendo 20 anni ci gestione di potere alle spalle. Non è pensabile che ad oggi, per ogni decisione che bisogna prendere nei territori bisogna prima far i conti con le ambizioni dei capicorrente che dapprima devono accordarsi con partito nazionale. I Segretario Renzi deve iniziare a dare più attenzione ai territori, creando magari una squadra più ampia di persone a suo supporto con pieno mandato. Ma non i soliti noti, altrimenti è come il cane che si morde la coda.

Allo stesso modo dell’On. Richetti, pongo questa critica non per attaccare Renzi ma per dare il mio modestissimo contributo a far crescere il mio partito e il mio Paese. Sono convinto che Renzi possa essere quella marcia in più che da anni l’Italia stava aspettando. Tutto è perfettibile certo. Sono sicuro che il Segretario Renzi saprà aggiustare il tiro e migliorare l’attuale condizione del partito dei territori.

Mauro Basso (Tesserato PD Melfi)