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Parco Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese è un’estesa fascia di area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata. Il suo perimetro si staglia su una larga parte dell’Appennino Lucano, lungo un articolato confine che dalle vette del Volturino e del Pierfaone si estende fino al massiccio del Sirino, che comprende alcune delle maggiori cime dell’Appennino Meridionale. Tra questi due complessi, imponenti e frastagliati, si aprono a ventaglio le cime più dolci del sistema della Maddalena, un complesso di monti, dal profilo dolce e meno elevato, che racchiude l’alta valle del fiume Agri. La sua posizione geografica ne fa un perfetto corridoio ambientale tra le due grandi riserve naturali del Parco Nazionale del Pollino e del Parco Nazionale del Cilento, al centro del sistema regionale delle aree protette. Il territorio del Parco presenta una geologia ed una geomorfologia variegate con conche tettono-carsiche, laghi temporanei, doline, grotte, sorgenti, zone fossilifere ed evidenti strutture geologiche che testimoniano i momenti salienti dell’evoluzione dell’Appennino Lucano. La sua storia geologica risale a circa 200 milioni di anni fa quando dal paesaggio originario, cominciarono a formarsi le sequenze sedimentarie che avrebbero in seguito costituito l’ossatura delle montagne che oggi noi ammiriamo.
Estensione: 68.996 ettari
Abitanti: 90.000
Regione: Basilicata
Provincia: Potenza
Comuni: N. 29

Le Cime più alte
Monte Papa 2.005 m
Monte Sirino 1.907 m
Monte Volturino 1.835 m
Monte Raparo 1.764 m
Monte Pierfaone 1.737 m
Monte di Vggiano 1.724 m
Monte Arioso 1.709 m
Monte Calvelluzzo 1.699 m
Monte Pilato 1.580 m
Monte Maruggio 1.576 m
Monte Lama 1.566 m
Monte Serra di Calvello 1.566 m

Ambienti e paesaggi
Lago Laudemio
Lago Pertusillo
Murgia S. Oronzo
Faggeta di Pierfaone
Abetina di Laurenzana
Serra di Calvello

Bacini Idrografici
Basento
Agri
Sinni

Bacini Lacustri
Lago Pertusillo
Lago Laudemio
Lago Sirino
Da Nord a Sud

Tra i boschi, le faggete e l’abete bianco
Partendo da Nord si incontrano le cime montuose ricoperte da fitte faggete dei monti Serranetta (1.475 m.), Pierfaone (1.737 m.), Arioso (1.709 m.) e Maruggio (1.576m.). Imboccando il braccio centrale si incontrano dapprima Monte Lama (1.566 m.) e Serra di Calvello (1.566 m.) dalle cui pendici sgorgano le acque che alimentano il corso principale del fiume Agri, Monte Calvelluzzo (1.699 m.), e Monte Volturino (1.835 m.), la cima più alta della successione montuosa. Proseguendo, dopo aver attraversato il passo di Tuppo delle Seti (1.307 m.), si incontra il Monte di Viggiano (1.724 m.) su cui sorge il monastero della Madonna Nera di Viggiano Patrona della Basilicata, il santuario della Madonna del Saraceno (1318 m) ed ancora, continuando lungo il crinale di Monte Pilato (1.580 m.) si arriva sul Monte S. Enoc (1.476 m.). Infine si raggiungono Monte Caldarosa (1.491 m.) e Tempa Lata (1.303 m.), siti di considerevole interesse naturalistico per la presenza di boschi di cerro, di faggio e dell’abete bianco, che caratterizzano la Riserva Regionale dell'”Abetina di Laurenzana”. Riprendendo il percorso si può proseguire il cammino prima verso ovest e successivamente verso sud per toccare il braccio più meridionale del Parco, passando su cime montuose accomunate da aspetti naturalistici di grande suggestione. Da il Monte (1.410 m.) e Monte Facito (1.359) si riprende sul baluardo carbonatico dei Monti della Maddalena che divide la Val d’Agri dal vicino Vallo di Diano. Verso sud in un ambiente prevalentemente tettono-carsico, tenendo sempre sulla sinistra un occhio sull’Alta Val d’Agri, si prosegue verso località sorgente Capocavolo da cui si insinua il Torrente Cavolo che incide successioni carbonatiche creando una gola di alcuni chilometri percorsa da acque cristalline. Ed ancora, prima di raggiungere il Massiccio del Sirino, con i contrafforti di Serra Giumenta (1518 m) e la cima più alta del Parco il Monte Papa (2.005 m.), si prosegue verso Monte Calvarosa (1.261 m.) e la Timpa di Rocca Rossa (1.500 m.). Dall’alto del Massiccio del Sirino sono ammirabili anche i territori dei vicini Parchi del Cilento e del Pollino. Le forme di erosione del Sirino e il vicino lago Laudemio testimoniano la presenza di antichi ghiacciai perenni dell’ultima glaciazione. La morfologia ci mostra circhi glaciali e lingue moreniche che si estendono fino a quote tra i 1.200-1.250 m. di altitudine, testimonianza della massima espansione glaciale del periodo Würmiano. La struttura geologica è costituita prevalentemente da calcari con liste e noduli di selce nera di epoca Triassica, dagli Scisti Silicei del Trias superiore – Giurassico superiore e da lembi del “Flysch Galestrino” di età Cretaceo inferiore – Giurassico superiore.

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