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L'Europassione chiede il riconoscimento Unesco
L’Europassione chiede il riconoscimento Unesco

Palermo, 2013-06-28 – Si è concluso il 22 giugno scorso a Palazzo dei Normanni a Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, il secondo Colloquio tra i “portatori d’interesse” della Rete delle Passioni di Cristo in Europa, il network che collega numerosi sodalizi italiani ed europei sulla base di un percorso di salvaguardia, promozione e valorizzazione delle Sacre rappresentazioni, tra le più significative ed emozionanti forme di teatro religioso legato alle manifestazioni della Settimana Santa e tra i più importanti veicoli di socialità nel tempo. Il workshop – che ha seguito l’incontro in Friuli dello scorso febbraio che aveva visto la partecipazione di Austria, Germania, Spagna, Ucraina e del rappresentante del Pontificio Consiglio della Cultura- è stato organizzato da Europassione per l’Italia, che raggruppa trenta associazioni tematiche presenti in tutte le regioni italiane, in sinergia con la siciliana Associazione Cianciana ed in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Protagoniste dell’incontro le comunità dei sodalizi del Mezzogiorno e delle Isole che si sono confrontate e hanno raccontato il loro prezioso vissuto associativo e le azioni di salvaguardia messe in atto singolarmente ed in rete – sia all’interno di Europassione per l’Italia che nel contesto europeo di Passio Domini in Europe che opera in Europa dal 1982 e al quale i sodalizi italiani sono collegati- frutto di un’esperienza secolare tramandata di generazione in generazione e giunta nel terzo Millennio a testimoniare i valori intramontabili della condivisione e della partecipazione collettiva alla base della vitalità delle manifestazioni e la trasmissione dei testi orali e del “saper fare” artigiano (costumi, scenografie) che ha consentito a molte delle sacre performance teatrali di giungere quasi inalterate ai giorni nostri.

Al centro della discussione e del confronto tra le comunità intervenute – introdotte da Flavio Sialino (Presidente Europassione per l’Italia) e Gianluca Paternoster di Barile (Referente progetto UNESCO per Europassione)- ed Aurelio Angelini, Direttore della Fondazione UNESCO Sicilia, Patrizia Nardi, responsabile del coordinamento tecnico-scientifico della Rete delle Passioni di Cristo in Europa ed Antonino La Spina, Presidente UNPLI-Unione Nazionale Pro Loco Italiane Sicilia la “Prospettiva UNESCO” della Rete, un progetto di valorizzazione internazionale finalizzato all’iscrizione nel “Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia” istituito con l’art.18 della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale del 2003.

Flavio Sialino ha ripercorso l’attività di Europassione negli ultimi anni richiamando lo sforzo dei sodalizi nella direzione della salvaguardia, gli intensi scambi con la Pontificia Commissione per i Beni Culturali, il Pontificio Consiglio per la Cultura, il Progetto Culturale CEI, il MiBac, gli Enti e i soggetti istituzionali territoriali, le azioni condivise tra le quali la significativa Passione organizzata ad Ancona nel 2011 in occasione del XXV Congresso Eucaristico Nazonale, che ha visto la partecipazione attiva di molti dei sodalizi dell’associazione. Non sono mancati i riferimenti all’attività condivisa con Passio Domini Europe, che coinvolge i sodalizi di Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Croazia, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Polonia Romania, Svizzera e Ungheria con i quali la comunità italiana dialoga da anni sulla base di un elemento fortemente identitario e in funzione di un progetto di salvaguardia finalizzato al mantenimento della vitalità e alla trasmissione delle secolari performances alle giovani generazioni.

Antonino La Spina, presidente dell’UNPLI Sicilia, ha ribadito la disponibilità dell’associazione nazionale, oggi ONG accreditata all’UNESCO, a sostenere il progetto mettendo a disposizione la capillare rete territoriale che coinvolge le Pro Loco italiane per la divulgazione del progetto di valorizzazione e per il percorso individuato dalle associazioni convenute a Palermo finalizzato all’estensione della rete anche ai riti processionali legati alla Settimana Santa, allo scopo di realizzare un archivio online che raccolga e metta a disposizione di una vasta utenza il patrimonio culturale che una delle più radicate e diffuse espressioni della tradizione italiana ed europea rappresenta ancora oggi nel mondo contemporaneo.

La tematica unescana è stata diffusamente trattata dal prof. Aurelio Angelici, Direttore della Fondazione UNESCO Sicilia e componente del Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e dalla dott.ssa Patrizia Nardi, responsabile del coordinamento tecnico-scientifico del progetto di candidatura UNESCO delle Rete delle Passioni. Partendo da un excursus sulle attività rilevanti della Fondazione istituita nel 2007 e finalizzata alla realizzazione di progetti di candidatura che hanno portato tra l’altro, nei giorni scorsi, al riconoscimento dell’Etna Patrimonio dell’Umanità per il suo valore storico, geologico e naturalistico e passando attraverso il richiamo all’Opera dei Pupi, elemento inserito nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale tutelato dall’UNESCO, il prof. Angelini si è soffermato sugli obiettivi e le modalità delle politiche unescane di valorizzazione e promozione, richiamando il valore del brand non solo da un punto di vista economico, come elemento di grande attrattività per flussi turistici in espansione diversi da quelli che alimentano il turismo di massa, ma come fattore di coesione attorno e a sostegno del valore rappresentato dal patrimonio culturale, soprattutto immateriale, fortemente identitario in un rischioso contesto globalizzato.

A proposito della proposta di candidatura relativa alle Passioni, che verrà formalizzata nelle prossime settimane presso la CNIU, il prof. Angelini ha dichiarato che “ Gli elementi sicuramente sono forti, pregnanti a vista d’occhio in termini di quantità e qualità, si tratta di fare di questo progetto qualcosa di rilevante, di farlo attraverso un modo partecipato dalle comunità e soprattutto testimoniato, che è la prova che la proposta non è maturata in un circolo ristretto ma è ampiamente condivisa, anche a garanzia di un futuro piano di gestione. Sicuramente gli elementi ci sono tutti per una candidatura autorevole e convincente”.

Patrizia Nardi, esperta in candidature UNESCO del patrimonio immateriale, ha introdotto e moderato la sezione scientifica del workshop riportando la disponibilità del prof. Francesco Faeta, antropologo dell’Università di Messina, a dare il suo apporto scientifico a che va ad aggiungersi alla collaborazione di Europassione con il prof. Claudio Bernardi dell’Università Cattolica di Milano, uno dei campi di ricerca del quale riguarda la drammaturgia del sacro nel teatro medievale italiano. Nel suo intervento la Nardi ha messo in evidenza la complessità di un percorso di candidatura del PCI rispetto alla necessità della presenza attiva, partecipata e consapevole della comunità proponente, percorso ancora più complesso nel caso delle Passioni per la dimensione multinazionale del progetto e per le strettoie introdotte dalla Conferenza Internazionale di Bali del 2011, nella quale è stato deciso che ogni Stato parte abbia la possibilità di indicare alla selezione unescana una sola candidatura all’anno.

Ha ribadito la necessità di consolidare la rete nazionale ed internazionale e il momento dello scambio attraverso i numerosi momenti di confronto previsti nel corso del 2013 e l’imprensindibilità della sinergia tra comunità, soggetti istituzionali territoriali, soggetti ministeriali referenti (CNIU, MiBac, ICCD e MAE), istituzioni scientifiche e, più in generale, società civile allo scopo di attivare un processo di responsabilizzazione collettiva nei confronti di un patrimonio che è la risultante di buone pratiche, di elementi condivisi dal punto di vista cultuale e identitario, che si presenta come insieme di valori attorno al qual costruire la coesione della comunità, ma che appare anche come patrimonio particolarmente vulnerabile al quale riservare considerazione, cura e attenzione.

L’incontro si è concluso con la sottoscrizione da parte delle associazioni siciliane, calabresi, pugliesi e lucane intervenute dell’ “Accordo tra i portatori d’interesse della performing art denominata “Passioni di Cristo” per un Piano di salvaguardia condiviso, il documento base che fornisce le linee guida condivise delle azioni che verranno messe in atte nel prossimo futuro da Europassioni in favore di un più generale progetto di salvaguardia e del percorso di candidatura UNESCO.

Lorenzo Zolfo