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Palazzo San Gervasio (PZ) – Nella cittadina lucana, durante gli scavi per installare alcune pale eoliche nelle contrade Casalini – Sottana sono state rinvenute 17 tombe arricchite con corredo funerario, risalenti al IV °secolo a. C. Grazie alla posizione supina di tutti gli inumati è stato semplice capire che si aveva a che fare con i “Sanniti” chiamati così perché provenivano dal Sannio.

I Sanniti erano pastori ma anche coraggiosi guerrieri in grado di tener testa ai Romani che volevano conquistare questa zona ricca di boschi e quindi di selvaggina. “Sono stati trovati-riferisce Marisa Cancellara- molti pesi da telaio, questo ci fa comprendere come le donne si occupavano oltre alla prole anche alla tessitura. Diversi i cinturoni ritrovati indossati tutti in bronzo e con diverse tipologie di chiusura.

Solo due invece gli elmi ritrovati finora diversi tra loro che ci fanno comprendere il grado di importanza dei proprietari (comandante e soldato semplice). I Sanniti parlavano la lingua Osca che si è andata perdendo nel tempo”.

Modalità insediative e pratiche funerarie
La foto ritrae un momento dell’incontro.

Per dare il giusto risalto a questi importanti ritrovamenti Il 31 gennaio presso la Pinacoteca Camillo d’Errico è stato presentato il libro edito da Osanna Edizioni dal titolo “Palazzo San Gervasio: Modalità insediative e pratiche funerarie del territorio” a cura di Antonio De Siena e Tonia Giammatteo, quest’ultima di Venosa. Gli ospiti intervenuti sono stati accolti e presentati dal Conservatore della Pinacoteca Mario Saluzzi.

Grande soddisfazione per questa mostra, che ha addirittura scomodato diversi studiosi della Sorbona di Parigi, è stata espressa dal Sindaco Michele Mastro. Hanno, inoltre, partecipato Marta Ragozzino (Direttrice Polo Museale della Basilicata); Massimo Osanna di Venosa(Direttore Generale Soprintendenza di Pompei) e Francesco Mollica (Presidente Consiglio Regionale della Basilicata) a cui è stato affidato il compito di concludere questo importante incontro.