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Palazzo San Gervasio – A chiusura del campo accoglienza di Palazzo San Gervasio, struttura di proprietà della Regione Basilicata, un tempo tabacchificio, adibita a dormitorio ed accoglienza dei migranti stagionali, avvenuta nei giorni scorsi, che ha dato la possibilità di ospitalità dai primi giorni di agosto, per quei migranti che ogni hanno si riversano nella campagne della Basilicata, per la raccolta del pomodoro e di altri prodotti agricoli, segna la chiusura delle attività di accoglienza per il 2015, lasciando il tempo ai bilanci. Anche quest’anno, la Regione Basilicata ha deciso di aprire due strutture, una per Venosa, presso l’ex-cartiera, questa per servire i migranti attivi sui territori di Venosa e Lavello ed una su Palazzo, per servire le richieste del territorio dei dintorni di Palazzo.

volontari della C.R.I.
Palazzo volontari della C.R.I. Comitato Bradano

Entrambe le strutture sono state gestite dalla C.R.I., Comitato locale del Bradano, che sotto la direzione del presidente Dott. Sergio Labriola di Ginestra, anche per quest’anno non hanno fatto mancare il loro supporto all’attività. La struttura di Venosa, ha registrato il transito di 78 ospiti che, in ragioni del proprio impiego nelle campagne hanno potuto usufruire di una struttura attrezzata con bagni e docce, con acqua calda e dei mini “alloggi” da 5 ospiti, comprensivi di letti che hanno garantito un comodo riposo. Diversa la situazione registrata per la struttura di Palazzo San Gervasio che, nel corso della stagione, ha richiesto un incremento delle attività, avendo raggiunto il numero di 238 ospiti. Le difficoltà sono state molteplici, in ragione che tutte le attività della struttura sono state garantite dalla Croce Rossa. “L’accesso alle strutture-riferisce il dott. Labriola- è stato regolamentato e monitorato, a differenza degli anni scorsi è stato dato accesso controllato alle visite istituzionali, proprio per sgombrare il campo dalle polemiche degli anni scorsi. I problemi di vita, in un campo di accoglienza sono molteplici, basti pensare alla necessità di un pasto caldo, che per oltre 200 persone è una questione di difficile soluzione.

Per agevolare gli ospiti, è stato concesso ad alcuni di loro di cucinare anche per gli altri, garantendo il rimborso delle spese. Gli ospiti della struttura, chiamavano lo spazio per la cucina ed quello per il consumo delle pietanze, cucinate secondo le tradizioni dei paesi di origine “ristorante”, sicuramente noi “più fortunati” non ci sogneremmo di chiamarlo cosi!! La mattina, la levata era all’alba, per raggiungere i campi che a volte distavano anche molte decine di chilometri. I più fortunati, si organizzavano con i propri mezzi e talvolta il trasporto era concesso da altri migranti. Altri ospiti della struttura, dovevano camminare sino a Piano Mattinelle (per Palazzo) e Boreano (per Venosa), per poi attendere il caporale di turno, che li trasportava sui campi. Molti ospiti, sono arrivati nella struttura a campagna del pomodoro chiusa, riportando che non sarebbe stato possibile alloggiare nelle strutture riconosciute, proprio perché i caporali non li avrebbero recuperati e pur di non perdere la possibilità di lavorare, hanno preferito rimanere di più nelle campagne e poi entrare nelle strutture di accoglienza, utilizzando giornalmente i servizi del campo, come le docce.

campo migranti
Palazzo S.G.- I volontari e la pulizia del campo migranti

Purtroppo, anche quest’anno sono transitati nei campi migranti della Basilicata ospiti con l’illusione del rinnovo del permesso di soggiorno “facile”, caduti nel sistema criminoso dei contratti ed attestazioni false. La struttura, in accordo con gli organi competenti, ha rilasciato le attestazioni di ospitalità agli ospiti con un permesso di soggiorno in corso di validità, prossimo alla scadenza e con un valido contratto di lavoro. Il tutto è stato possibile grazie alla fiducia riposta nella Croce Rossa Italiana, da parte della Giunta Pittella e del presidente della Task-Force Regionale Migranti Pietro Simonetti, nonché dell’impegno dei collaboratori e volontari del Comitato Locale del Bradano, che con il loro operato hanno garantito ininterrottamente tre mesi di attività”.